L'involuzione tattica e tecnica di Calhanoglu potrebbe spingere il Milan ad una sua cessione già a gennaio.
Milan, rebus Calhanoglu
MILANO - Pirandello avrebbe anteposto "Il fu" al suo nome e cognome, così come fece con Mattia Pascal, l'uomo che si alienò così tanto da sé stesso diventando un altro, nel senso letterale del termine.
Hakan Calhanoglu è un Mattia Pascal rivisto in versione turca, in versione talentuosa, in versione - ugualmente e tristemente - inespressa. Il numero 10 del Milan, per l'appunto, è stato irriconoscibile in questa prima parte di stagione: un solo goal all'attivo (contro il modestissimo Dudelange in Europa League), molto fumo e poco arrosto nelle restanti sfide. Gattuso, nella scorsa annata, lo aveva rivitalizzato, rendendolo, sopratutto nel finale di stagione, uno degli uomini migliori del suo Milan; d'altronde, il talento e la classe da 10 ci sono eccome, nessuno lo mette in discussione. Ma allora, perché in allenamento spacca le porte e durante la partita pare un giocatore impaurito?
Il mercato di gennaio incombe, così come le pretendenti. Aspettare che ritorni l'Hakan di sempre o salutarlo per sempre? Intanto, Quagliarella? No, il Milan piazza il colpo pazzesco in attacco! > CLICCA QUI
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