MILANO – La nuova indagine della Uefa sul Milan è molto strana e particolare.
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A sottolinearlo è l’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport” che sottolinea come Il primo dossier riguardava il triennio 2014-2017, il secondo, invece, gli esercizi conclusi nel 2016, 2017 e 2018: senza troppi giri di parole c’è una chiara e (soprattutto) anomala sovrapposizione. Partendo dal presupposto che il FPF prende in considerazione i trienni, quanto successo ieri ha del particolare: è come tornare tornare in tribunale per essere giudicato nuovamente sullo stesso reato. Fondamentalmente la UEFA chiede nuovi approfondimenti non tanto sulla gestione Elliott ma su quella 2017/18, ovvero su quella targata Fassone-Li.
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