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Luis Enrique: “Gavi ha giocato contro il suo idolo. Italia poteva pareggiare”

Luis Enrique: “Gavi ha giocato contro il suo idolo. Italia poteva pareggiare”

Dopo la vittoria per 2 a 1 a San Siro della Spagna contro l'Italia è intervenuto in conferenza stampa Luis Enrique

Redazione Il Milanista

Dopo la vittoria per 2 a 1 della Spagna, che giocherà la finale di UEFA Nations League, ai danni dell'Italia di Roberto di Mancini, è intervenuto in conferenza stampa il c.t. iberico Luis Enrique. Ecco le sue parole:

L'Italia non perdeva da 37 partite ed è campione d'Europa in carica. Questa vittoria verrà ricordata per tanti anni? - "No, non si può parlare in questi termini. E' una bella vittoria, abbiamo raggiunto la finale. Prima o poi doveva arrivare questa sconfitta per l'Italia, ogni striscia ha un inizio e una fine. Questo record per l'Italia è qualcosa di straordinario e noi siamo rimasti fedeli ai nostri principi di gioco, i giocatori hanno giocato benissimo".

Come giudica l'esordio di Gavi? - "Non sono sorpreso, lui è un interno che riesce a giocare tra le linee e non perde mai palla. E' il futuro della nostra nazionale, ma anche il presente".

Domani leggerà i giornali? - "No, non li leggerò. Cercherò di analizzare in modo approfondito la nostra prestazione. Ci sono punti da migliorare, ma sono molto contento per l'interpretazione del match da parte dei miei ragazzi. Mi ritengo molto fortunato nell'allenare la Spagna".

E' la gara più gratificante da quando allena la Spagna? - "No, mi dà tanta soddisfazione ma non è la partita più bella. La nostra idea era arrivare in finale ma vogliamo migliorarci di partita in partita e non credo questa faccia parte delle nostre gare migliori".

Ferran Torres ci sarà in finale? - "Non lo so, ha preso una botta, non stava bene nella ripresa e abbiamo deciso di non correre rischi. Tornando a Gavi, il livello mostrato all'esordio è stato straordinario ma anche Marcos Alonso ha fatto benissimo e poi Oyarzabal ci dà sempre tanto, è cruciale per il nostro piano di gioco. Ma anche gli altri, stasera tutti hanno mostrato di voler aiutare la squadra e questo è perfetto per un allenatore".

Cosa le è piaciuto di più di Gavi? - "L'ho visto più volte con le selezioni giovanili ma anche con la maglia del Barcellona, sapevamo avrebbe portato personalità e coraggio. E' un giocatore molto fisico, corre tanto, macina chilometri e giocava contro il suo idolo, Marco Verratti. Esordire per lui era importante. Rappresenta il nostro futuro, ma può rappresentare anche il presente".

Oggi gli attaccanti sono stati molto importanti - "Una delle chiavi della partita è stata la nostra personalità, fin dall'inizio abbiamo fatto bene cercando di evitare il loro pressing. Entrambi i gol sono arrivati grazie ai movimenti dei nostri attaccanti. Noi non volevamo restare sul 2-0, volevamo segnare di nuovo e abbiamo avuto occasioni per chiudere la partita. Poi loro con un'ottima azione hanno segnato a addirittura avrebbero potuto pareggiare".

Come vivrà Gavi questo suo momento? - "Tutti i giocatori hanno disputato questa partita come se avessero 17 anni. Azpilicueta, Busquets e De Gea sono esempi che tutti devono seguire".

Stasera Ferran Torres è stato molto importante - "Io ho diversi numeri 9, anche Michel è stato incredibile coi suoi movimenti. Ferran segna tanti gol perché lui ha la capacità di segnare tanto, poi può giocare o in mezzo o sulla fascia, che credo sia il suo ruolo naturale, ma l'importante è sempre attaccare come squadra".

Stasera ha esultato tanto - "Sono molto fiero di questo gruppo di giocatori. Per il resto è bello perché siamo arrivati in finale e gli sforzi dei giocatori sono stati ripagati. Sono molto contento per la mia famiglia, per i miei amici e i miei cari ma soprattutto per il pubblico, c'erano 1800 nostri sostenitori ed è stato fantastico averli al nostro fianco".

Cosa ti ha convinto di più della tua squadra? - "La cosa che mi ha convinto di più è stata la personalità mostrata dalla mia squadra, è sempre molto difficile giocare contro una squadra come l'Italia".

Ti ha deluso l'Italia? - "No, no. L'Italia è una squadra molto difficile contro cui combattere, non perdeva da 37 partite e ha un grande livello. In termini di personalità è stata una grande partita e siamo riusciti a fare ciò che volevamo. C'è grande allegria, ora pensiamo a giocare la finale. Eravamo tra le quattro migliori squadre di questa competizione, ora siamo tra le migliori due"