Ruben Amorim ha presentato Lazio-Milan in conferenza stampa: dal possesso palla a Pulisic e Cissé, passando per Modric, Gattuso e la necessità di tempo.

- Milano

Leao-Milan, addio in estate?

Il Milan è pronto a tornare in campo dopo il pareggio contro la Juventus e Ruben Amorim ha parlato alla vigilia della trasferta contro la Lazio. Il tecnico portoghese è intervenuto alle 14:00 da Milanello, affrontando numerosi temi legati alla gara dell'Olimpico e al percorso di crescita della sua squadra.

Dalla prestazione di Torino alla gestione di Pulisic, passando per il momento di Cissé e il ruolo di Modric: Amorim ha difeso le proprie idee, chiedendo tempo per costruire un Milan capace di imporre il proprio gioco.

Amorim: “Voglio una squadra che possa dominare”

Uno dei passaggi più significativi della conferenza ha riguardato l'identità che il tecnico vuole dare alla squadra. Amorim ha sottolineato come il Milan debba imparare a gestire meglio il possesso e, soprattutto, a utilizzarlo per controllare le partite.

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Quando abbiamo il possesso possiamo gestirlo meglio con Modric in campo. Ho visto che con la Juventus c’è stato meno pressing. Da un lato si perde dall’altro si guadagna: preferisco avere meno pressing e più possesso palla. Io voglio una squadra che possa dominare con il possesso”.

Il portoghese ha poi riconosciuto le difficoltà mostrate contro la Juventus, soprattutto nella gestione della gara: “È mancata molta energia con la Juventus. Siamo stati manchevoli negli ultimi 30 metri nel primo tempo”.

Pulisic può tornare: “Tiene il muso”

Grande attenzione anche su Christian Pulisic, ancora alla ricerca del ritorno in campo dopo l'infortunio. Amorim non ha escluso un suo impiego contro la Lazio, senza però svelare se dall'inizio o a partita in corso.

Lo vedremo domani, non so se all’inizio o a gara in corso. In questo momento tiene il muso, ma io adoro questa situazione. Vorrei che i giocatori siano insoddisfatti quando non giocano”.

Il tecnico ha però ribadito la propria filosofia: “Io non sono mai disposto a mettere in campo anche il giocatore più forte al mondo a discapito di chi ha reso molto bene in allenamento. Questo è il mio modo di essere leader e morirò con questi principi”.

Cissé e la possibile chiamata in Nazionale

Tra i giocatori che stanno convincendo maggiormente c'è Alphadjo Cissé. Il giovane rossonero ha già lasciato il segno nelle prime giornate e Amorim ne ha elogiato personalità e qualità.

In nazionale giocherebbe libero, perché è pronto. Ho già notato una differenza tra rendimento in trasferta e in casa, perché è difficile giocare a San Siro. È pronto per la Nazionale perché non è timido, però ci vuole tempo per diventare ciò che tutti noi vorremmo”.

Il tecnico non ha invece voluto anticipare le proprie scelte sulla trequarti: “Pulisic si sta allenando bene. Cissé e Saelemaekers stanno giocando alla grande. Hutchinson sta lavorando. C’è anche Loftus”.

La lezione della Juventus

Amorim ha ammesso di aver analizzato con i propri giocatori gli errori commessi nella gara contro i bianconeri, mostrando anche alcune immagini per evidenziare le situazioni che hanno favorito gli avversari.

Ho mostrato le immagini ai calciatori per far vedere che tante occasioni della Juventus sono arrivate dai nostri errori”.

Anche sul rendimento di Gonçalo Ramos il tecnico ha preferito spostare l'attenzione dal singolo alla squadra: “Non abbiamo giocato bene in quanto collettivo, difficile analizzare la prova del singolo. Quando Gonçalo ha avuto palloni non c’è stata buona connessione, dobbiamo lavorare meglio come squadra”.

“Serve tempo per costruire qualcosa”

Infine, Amorim ha parlato della necessità di avere pazienza per vedere il suo Milan assumere definitivamente la propria identità. Il portoghese ha utilizzato un esempio particolare per spiegare il concetto.

Penso che miglioreremo ma bisognerà aspettare il banco di prova che è la partita di domani. Se si vuole vincere qualcosa ci vuole continuità e ci vuole tempo per costruire qualcosa”.

E sul confronto con il lavoro di Fabregas al Como ha risposto senza esitazioni: “Io sono diverso. Il mio modo di giocare è molto chiaro, si è visto sin dal primo giorno. Ma come ogni allenatore ho bisogno di tempo”.

Domani alle 18:00, all'Olimpico, arriverà dunque un altro esame importante. La Lazio sarà il prossimo banco di prova per capire quanto il Milan di Amorim stia iniziando a prendere forma.

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