Gonçalo Ramos si racconta ai canali ufficiali del Milan: il rapporto con Amorim, la famiglia, Milano, le passioni e i primi ricordi nel calcio.
Leao-Milan, addio in estate?
Gonçalo Ramos si sta ritagliando uno spazio importante nel nuovo Milan di Ruben Amorim. Arrivato in estate dal PSG per 74 milioni di euro, il centravanti portoghese è diventato il trasferimento più costoso della storia rossonera, fortemente voluto dal tecnico. In campo ha già messo in mostra disponibilità e spirito di sacrificio, con un gol e un assist all'attivo, ma anche un atteggiamento sempre al servizio della squadra. In un'intervista ai canali ufficiali del club, Ramos ha raccontato diversi aspetti della sua vita dentro e fuori dal calcio.
Ramos e l'affetto dei tifosi del Milan
Il portoghese ha parlato innanzitutto del rapporto instaurato con il popolo rossonero, raccontando le sensazioni vissute già durante la tournée estiva.
“È stato davvero speciale incontrare per la prima volta i nostri tifosi a Giacarta. Eravamo lontanissimi da casa, ma riuscivamo comunque a percepire tutto il loro affetto. In quei momenti capisci quanto sia grande il Milan e quanto sia importante la sua tifoseria. Il loro sostegno ci dà energia durante le partite e quel calore può diventare decisivo soprattutto nei momenti più importanti”.
Dall'Algarve a Milano: il legame con il Portogallo
Nonostante la nuova esperienza italiana, Ramos mantiene un legame molto forte con la sua terra. Il giocatore ha raccontato della tradizione di trascorrere almeno una settimana all'anno in Algarve insieme alla famiglia.
“Per me l'Algarve è un posto speciale. Amo soprattutto Olhão e la zona di Rio Formosa. Ci sono il mare, il buon cibo e la possibilità di trovare tranquillità. Sono nato e cresciuto vicino al mare e mi piace molto stare sulla spiaggia e respirare quell'aria. Anche se devo ammettere che non amo particolarmente nuotare perché ho paura”, ha raccontato sorridendo.
Il suo piatto portoghese preferito? “Il choco, cioè la seppia, preparata in padella e accompagnata dalle patate e dalla salsa”.
I primi calci e il ruolo della famiglia
Ramos ha poi riavvolto il nastro fino all'infanzia, quando ha iniziato a giocare nell'Olhanense. Aveva appena quattro anni e si allenava con bambini più grandi.
“Quello è uno dei miei primi ricordi. Non c'era una squadra della mia età e così giocavo con ragazzi di cinque o sei anni. Ero il più piccolo, ma volevo comunque giocare a calcio”.
Un ruolo centrale nella sua crescita lo ha avuto soprattutto il nonno, al quale il centravanti ha riconosciuto grande importanza anche oggi.
“Mio nonno è una delle persone che mi aiuta maggiormente. Ha giocato a calcio e riesce quindi a capire alcune situazioni meglio di altri. È anche quello che mi dice sempre la verità e pretende molto da me. Anche dopo una partita in cui segno tanto riesce a trovare subito qualcosa che avrei potuto fare meglio”.
Diverso, invece, il carattere dei genitori: “Mio padre è più tranquillo e riservato, mentre mia madre parla molto di più e vive le partite con grande partecipazione”.
“Capisco quasi tutto” in italiano
Una nuova sfida per Ramos è anche quella legata alla lingua. Il portoghese ha spiegato di aver già iniziato a familiarizzare con l'italiano.
“Per ora conosco alcune parole semplici, come ‘ciao’, ‘domani’, ‘calcio’ e ‘attaccante’. Però riesco a capire quasi tutto”.
La nuova vita a Milano
Dopo l'esperienza a Parigi, Ramos sembra apprezzare particolarmente la nuova realtà milanese.
“Mi piace vivere in città. Anche a Parigi avevamo scelto una zona centrale, perché quando non ci alleniamo possiamo avere più cose da fare. Inoltre penso sia una soluzione migliore anche per la mia famiglia. Milano mi piace molto: la trovo più tranquilla di Parigi e questo è importante per me, perché non amo particolarmente il caos”.
Il centravanti ha inoltre sottolineato alcune somiglianze tra Milano e il Portogallo, spiegando di essere molto attratto dalla possibilità di vivere a lungo nel capoluogo lombardo.
Dal rap portoghese all'NBA
Fuori dal campo, Ramos ha interessi molto diversi. La musica occupa uno spazio importante nella sua quotidianità.
“Ascolto soprattutto rap portoghese, ma dipende molto dal mio umore. Mi piace Drake, ascolto musica brasiliana e anche quella francese. Dopo tre anni a Parigi era praticamente impossibile non entrare in contatto con la musica francese”.
Tra le sue passioni sportive c'è invece il basket: “Amo l'NBA e mi piace anche giocare a basket. Seguo anche la Formula 1: Hamilton è il mio pilota preferito e tifo Ferrari”.
Cinema, serie TV e carbonara
Nel tempo libero Ramos ama anche andare al cinema, con una particolare attenzione alla qualità dei popcorn. Tra le serie preferite c'è invece Peaky Blinders, mentre tra i film ha indicato Il Pianeta delle Scimmie.
E quando si parla di cucina italiana, il centravanti ha già scelto il suo piatto preferito: “La carbonara è sicuramente una delle cose che amo di più”.
La competitività di Ramos: “Quando vinco impazzisco”
Infine, il portoghese ha svelato un lato particolarmente competitivo del suo carattere.
“Da bambino, quando perdevo, era meglio non parlarmi perché prendevo molto male le sconfitte. Ancora oggi mi arrabbio tantissimo quando perdo, ma forse sono ancora peggio quando vinco: mi lascio prendere completamente dall'entusiasmo”.
Il rapporto speciale con Ruben Amorim
Chiusura dedicata al suo rapporto con Ruben Amorim, già conosciuto ai tempi del Benfica. Ramos ha ricordato in particolare una partita contro lo Sporting nella quale riuscì a segnare due gol.
“Eravamo finiti 2-2 e avevo segnato entrambe le reti. Ero felicissimo. Con Amorim non ne parliamo molto, mentre ogni tanto ne discuto con Carlos e Vital, membri del suo staff. Lui mi conosceva già perché in quel periodo avevo giocato diverse partite con il Benfica. Questo gli ha permesso di avere una conoscenza più approfondita di me quando ci siamo ritrovati al Milan”.
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