Ruben Amorim parla alla vigilia del derby: il sostegno di Cardinale, i recuperi di Gila, Rabiot e Moreira e la reazione dopo il ko con il Bologna.
Leao-Milan, addio in estate?
Il derby contro l'Inter si avvicina e Ruben Amorim ha affrontato diversi temi nella conferenza stampa della vigilia. Dalla sconfitta contro il Bologna alle difficoltà legate al calendario e agli infortuni, passando per il sostegno di Gerry Cardinale e le ambizioni per il futuro, il tecnico portoghese ha fatto il punto sulla situazione rossonera.
Il progetto rossonero e la fiducia di Cardinale
“Apprezzo davvero molto il sostegno di Cardinale. Sapevamo già – e chiunque qui ha la lucidità necessaria per comprenderlo – che non possiamo costruire fondamenta solide se dobbiamo convivere con questo tipo di problematiche nel bel mezzo della stagione. Ci vorrà del tempo, è inevitabile, ma allo stesso tempo vogliamo vincere ogni singola partita: quando non ci riusciremo, continueremo a sentirlo dentro, a farlo nostro con grande sofferenza. Sarà così per un po’. Abbiamo bisogno di tempo per far crescere e migliorare la squadra, e sappiamo che le cose belle richiedono tempo per trovare la quadra perfetta e colpire nel segno. Penso che sia una buona analogia e che abbia perfettamente senso, ma questo non cancella il dolore della sconfitta. Quello resta lì, brucia ancora, ma dobbiamo essere estremamente chiari con i nostri tifosi, facendo capire loro che ci vorrà del tempo”.
Inter-Milan, una rivalità speciale per Amorim
“Penso che sia una partita speciale perché si gioca nella stessa città, e ieri abbiamo visto il progetto del nuovo stadio. È una rivalità unica, ma c’è anche un legame profondo: due grandi squadre nella stessa città che condividono l’impianto. Credo che non si possa trovare altrove un contesto del genere, è davvero speciale. Ma sfide di questo tipo… beh, se guardiamo alla cultura portoghese, la sensazione è la stessa: il senso di responsabilità per la vittoria, il trasporto dei tifosi sono molto simili. La cultura calcistica qui è più vicina a quella del Portogallo. In Inghilterra è leggermente diverso: c’è grande battaglia, ma lo spirito resta un po’ più sportivo. Qui si avverte quella componente latina che respiriamo anche in Portogallo, quindi credo proprio che sarà una partita speciale”.
Gila, Rabiot e Moreira: le ultime verso il derby
“Sono pronti per unirsi alla squadra. Dobbiamo valutare domattina se potranno partire dal primo minuto o quale sarà il piano partita. Certo, ho già un’idea, ma vedremo domani”.
La lezione del Bologna e la voglia di riscatto
“Tutti sanno che è una partita speciale, un momento speciale, e quando arrivi a giocartela non contano il contesto, non conta se sei stanco. Devi scendere in campo e rendere al massimo, e noi ci saremo. L’ho detto: l’ho percepito fin dal primo minuto della partita contro il Bologna, guardando la gara dalla panchina. Non possiamo perdere una partita del genere. Non possiamo permetterci di subire due gol in due minuti. Possiamo fare molto meglio, e ci sono tanti piccoli dettagli di cui ho già discusso con la squadra.
Ma da quando siamo rientrati dalle nazionali, tre settimane fa, non c’è mai stato il tempo materiale per allenarsi. E non sto dicendo che le altre squadre siano in una posizione diversa, parlo per noi: sento che ci sono molte piccole cose che ci stanno sfuggendo semplicemente perché non abbiamo il tempo di affrontarle in allenamento. Quindi non è solo una questione di energia, anche se l’ho notato, perché con l’energia puoi anche mascherare molte carenze, ma ci sono tantissimi aspetti su cui abbiamo bisogno di tempo per lavorare se vogliamo diventare una squadra migliore”.
Amorim e Chivu, due strade diverse: “Sono nel posto giusto”
“Ho zero invidia di Chivu perché sono già nel posto giusto, cioè al Milan e non all’Inter. Sono fatto così, sono fatto io in questo modo. Non ho imparato la lezione dall’esperienza precedente: ho scelto più o meno la stessa situazione, un club in piena fase di ricostruzione, che sta provando a lanciare dei giovani come Cisse per costruire qualcosa partendo da zero. È una sfida che mi stimola, mi piace, ed è per questo che ho scelto questo progetto: sono davvero felice della mia scelta.
Allo stesso tempo, però, non sono mica ingenuo: so benissimo che bisogna vincere le partite per guadagnarsi il tempo necessario a costruire qualcosa di duraturo. Ognuno sceglie la propria strada, e questa è la mia. Se funzionerà o meno, nessuno può saperne niente adesso, ma sono davvero felice perché questo rispecchia esattamente chi sono e il tipo di lavoro che voglio fare.
Capisco le domande che mi fate: ci sono giorni in cui, la mattina, mi viene da pensare che forse avrei potuto avere più esperienza, più calma, una rosa più ampia, meno infortuni. Ma alla fine della giornata sono stato io a scegliere questo lavoro, quindi ne sono strafelice e andrò fino in fondo, dritto per la mia strada. Lo sapete già: se sposo un’idea, non cambio certo idea. Posso cambiare il sistema tattico, d’accordo, ma non cambio la mia convinzione e farò tutto il possibile per riuscire a vincere e avere successo qui”.
Calendario e infortuni, i problemi da risolvere
“È un insieme di fattori che si combinano tra loro. Certo, dobbiamo sviluppare quella maturità necessaria per controllare le partite e gestire i vari momenti dell’incontro, e ci arriveremo con il tempo. Poi pesano il calendario fitto e la contemporanea emergenza infortuni: una situazione che non agevola il nostro modo di giocare, perché per esprimerci al meglio abbiamo bisogno di determinate caratteristiche tecniche e fisiche. Credo che sia davvero un mix di tutto questo.
Dobbiamo curare ogni singolo dettaglio, avremmo bisogno di allenarci di più, di passare più tempo a parlare e a lavorare su questi aspetti. Ma in questo momento non abbiamo neanche il tempo per recuperare pienamente le energie, figuriamoci per fare sedute di allenamento mirate. È per questo che incontriamo parecchie difficoltà in alcune gare: per trovare quella continuità di rendimento dovremmo affrontare e correggere tutte queste tematiche durante la settimana, ma il tempo manca. Nonostante tutto, vi garantisco che diventeremo una grandissima squadra”.
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