MILANO – Jesus Suso si è conquistato la Nazionale spagnola a suon di grandi prestazioni con la maglia del Milan.
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Il numero otto rossonero però, è finito anche sotto la lente d’ingrandimento di molti club europei pronti a darsi battaglia sul mercato per accaparrarselo. Il club rossonero, dal canto suo, sta lavorando sul rinnovo e vuole eliminare l’attuale clausola rescissoria di 38 milioni di euro. Nella giornata di ieri, l’esterno spagnolo ha confessato di stare bene al Milan ma di sentirsi molto onorato per l’interesse del Real. Oggi, ai microfoni di Es Radio, ha rilasciato varie dichiarazioni: “Ho preso la decisione di lasciare la Spagna a 15 anni, non è stato semplice: la cosa più semplice sarebbe stata rimanere qui vicino, per andare e tornare con più facilità, ma ho preso la decisione corretta. Ero contento e avevo grande voglia, era la prima volta che andavo via di casa e una volta che mi sono adattato dopo i primi 3-4 mesi ho vissuto bene”.
LIVERPOOL – “Ho iniziato a vivere con una famiglia inglese che lavorava per il Liverpool, è sempre un po’ strano vivere con persone che non conosci ma mi sono adattato perfettamente: c’è chi soffre di più e di meno il cambio di vita, ma per me è andato tutto bene. Mi allenavo, mi piaceva stare lì e quando ti allenavi con grandi giocatori era splendido. Dopo l’esperienza all’Almería sono tornato a Liverpool, avevo un ultimo anno di contratto e il club voleva rinnovare: in quel momento, però, arrivò l’opportunità del Milan. Volevo cambiare, sentivo fosse il momento giusto e sapevo che il Milan non fosse nel suo miglior momento, ma volevo provare cose nuove e ho deciso di andare a Milano”.
MIHAJLOVIC – “Quando sono arrivato al Milan stavo recuperando da un intervento agli adduttori, che mi ha tenuto fermo 4-5 mesi: sapevano che non stessi bene, abbiamo atteso 3-4 mesi per poter recuperare la forma adatta e quando arrivò Mihajlovic, dopo Inzaghi, mi sentivo bene fisicamente. Con Sinisa però non giocai, non mi faceva giocare, e per questo sono andato al Genoa, dove ho trovato un allenatore molto bravo come Gasperini: lì avrei potuto dimostrare che nel Milan avrei potuto giocarci eccome, e così è stato”.
FUTURO – “Sono un ragazzo molto tranquillo, in parte grazie alla mia famiglia: so cosa voglio, e quando vorrò tornare in Spagna lo farò, i miei genitori mi rivorrebbero qui…Ma ora mi sento bene a giocare fuori dal mio Paese natale”.
CLUB ROSSONERO – “Il Milan evidentemente non è il Milan di un tempo, credo ci sia stato un Milan che nella storia non si potrà vedere più perché è stata una delle migliori squadre della storia del calcio, ma con questa squadra sono riuscito comunque ad essere parte dei 24 giocatori della nazionale spagnola, e questo mi rende molto felice, è tutto ciò che un giocatore vuole. Significa che le cose stanno andando bene, sono orgoglioso per questo. La cosa più difficile è rimanere in quella lista, ma le cose con Luis Enrique stanno andando bene e mi sembra un allenatore geniale, spero di continuare così”.
ATLETICO MADRID – “In estate ci sono stati contatti con l’Atletico Madrid: la clausola era di 40 milioni e se fosse passato altro tempo il prezzo sarebbe stato ancora più alto, e in Spagna ad una certa cifra ci sono poche squadre che possono interessarsi. È vero anche che avendo rinnovato con il Milan non volevo andar via, ero in una situazione in cui io e la mia famiglia stavamo molto bene: amo l’Italia, Milano, il Milan, non ho pensato di tornare in Liga”.
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