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di ANTONELLO GIOIA
MILANO – La storia, almeno quella studiata dai più, ne riporta sette. C’è stato quello del 390 a.C. ad opera dei Celti, quelli terribili e disastrosi – quanto materialmente tanto moralmente – del 410 e del 455. Altri, poi, in epoca medievale. Tanti personaggi storici li hanno compiuti e, tanti, inoltre, hanno provato a rovinarne le fondamenta, arrecando gravi danni all’immagine romana. Uno di questi, conosciuto come “il flagello di Dio”, si chiamava Attila. Oggi, nel 2018, il flagello di Roma è per tutti Ringhio, ed ha un nome – anzi due – e un cognome: Gennaro Ivan Gattuso.

COME UNA LEGIONE
Condottiero da qualche mese della legione rossonera, ridimensionata negli obiettivi e nella qualità dalla gestione Montella, Ringhio è riuscito a conquistare Roma in tre giorni. Prima battendo la Roma di Di Francesco con un perentorio 0-2 che non lascio scampo a illazioni, poi eliminando la quotata Lazio di Inzaghi ai rigori, dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari. Due match straordinari, magari qualitativamente non eccelsi, ma meravigliosamente efficaci. Difesa e attacco pungente. Tre le chiavi di gioco. In primis la coppia di centrali: Bonucci e Romagnoli, autentico muro, insuperabile, talentuoso, elegante, completo; il portierone: Donnarumma che, se non fosse per l’errore di inesperienza con Immobile, ha sfoderato un’altra prestazione super, parando anche due rigori importantissimi; Il contropiede di qualità: Bonaventura e Kessie strappano, Calhanoglu e Suso puntano, Cutrone si butta dentro e la palla arriva verso di lui.

TUTTI PER UNO
Un grande gruppo. E’ questo è il messaggio principale che riportano i social di tutti i componenti della legione Milan. Uomini uniti, tutti attorno al proprio comandante, quel Ringhio che ha saputo conquistare Roma in tre giorni, che ha saputo riconquistare i tifosi rossoneri in tre mesi, che vuole riconquistare tutto. L’Impero rossonero rinascerà: Ringhio, conquista!
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