[fncvideo id=194937 autoplay=true]
di Luca Spigarelli
MILANO – Oggi si è svolta la riunione del Cda del club rossonero a Casa Milan, in una giornata importante dopo il “no” della UEFA al settlement agreement. La redazione de “Il Milanista”, in esclusiva, ha raggiunto telefonicamente il rappresentate dei piccoli azionisti rossoneri, l’Avvocato Giuseppe La Scala.
Avvocato buongiorno, ci fornisce un commento sul Cda del Milan di oggi?
“Pensavo a qualcosa di più e ho fatto male, visto che l’ho trovato deludente, nel senso che mi pari manifesti la circostanza che il management della società non sia in grado di fare di più, se non c’è una chiara manifestazione della propietà di voler rimediare a questa situazione. Direi che adesso la palla è nel campo di Yonghong Lì e non c’è nessun Fassone, per quanto di buona volontà, che possa ricacciarla da questa parte. Mi pare che il Cda abbia concluso, sostanzialmente, con delle dichiarazioni che se le leggi bene, segnalano: “Nelle condizioni date, più di così, cosa volete che facciamo?”. Abbiamo saputo che il rifinanziamento della proprietà non è una cosa che può essere accelerata, il che significa che arriveremo al giudizio dell’Uefa senza rifinanziamento, quindi ci pigliamo la sanzione senza poter dire che il problema della, diciamo così, instabilità della proprietà, se è questo il problema, è superato. Siccome però noi sappiamo che comunque la si giri, se la proprietà non rifinanzia, il rifinanziamento del Milan è reso complicato dalla incarsecazione del sistema delle garanzie reciproche, per cui il Milan non può rifinanziarsi, ma lo rifinanzia Yonghong Lì, allora questo vuol dire che il Milan si presenta al giudizio dell’Uefa in una condizione ancora di incertezza. Quindi, puoi anche raccontare che il bilancio è andato meglio del previsto, puoi anche raccontare che i tuoi bilanci del prossimo triennio hanno una ragionevole tendenza ad andare in equilibrio, ma sel’Uefa, correttamente o scorrettamente, dal mio punto di vista non del tutto correttamente, pone il problema della stabilità della proprietà, tu in questo fronte non sei in grado di tranquilizzare nessuno, perchè la proprietà ci ha appena detto che non è in grado di rifinanziare in tempi stretti, per quanto Fassone si stia muovendo da 6 o 7 mesi. Il fatto che fino ad adesso i cinesi non abbiano rifinanziato cosa ci dice? Può darsi che ci dica anche che avevano la puzza sotto il naso, perchè fino a qualche settimana fa Fassone ha raccontato a tutti, compreso agli azionisti, che c’erano sul tavolo 3 proposte di rifinanziamento, ma che al cinese sembravano troppo gravose. Il tempo è scaduto, non si può ancora perdere tempo, sono molto deluso.”
Voi azionisti di minoranza vi sentite in qualche modo tutelati da questa situazione?
“Noi ci stiamo sentendo e probabilmente domani usciremo con una presa di posizione comune. Già in occasione dei negoziati al tempo del closing, noi scrivemmo una lettera aperta a Finivest e alla cordata cinese: stavolta la scriveremo alla società, e prima ancora al nostro azionista di maggioranza, per dirgli che siccome le sorti del Milan sono nelle sue mani, non è che può comportarsi nel suo solo interesse, ma di comportarsi nell’iinteresse sociale. Noi francamente non ci pare di aver capito che lui sia in grado di farlo, ancor prima che voglia farlo. Si sa come funziona un rifinanziamento: se tu lo fai per tempo non c’è nessun problema, ma quando arrivi sotto data sei morto.”
Un commento su Finivest: alla fine sono loro i colpevoli di questa situazione oppure la situazione è stata sottovalutata e il calciomercato estivo ha peggiorato tutto?
Innanzitutto Finivest è responsabile del fatto di aver chiuso dei bilanci del Milan, per anni, senza rispettare la regola del Fair Play Finanziario. Oggi noi siamo sotto indagine dall’Uefa perchè sono stati i blianci Finivest ad essere in “breach”, e questo è il primo punto. Poi, Berlusconi disse che aveva messo il Milan nelle mani di una persona e di un gruppo di grande solidità, che garantiva investimenti importanti. Devo dire la verità, non sono mancati gli investimenti, anche se ci aveva fatto tremare la circostanza che alla fine il cinese non avesse i soldi per chiudere l’affare, tanto è vero che li trovò Fassone con Elliott. Poi comunque i cinesi hanno operato con una campagna acquisti alla quale non sono mancate le risorse, e poi quest’anno hanno immesso in società, perchè questo bisogna ammetterlo, altri 100 milioni di capitali freschi in denaro vero. Adesso devono metterne altri 40, 10 del vecchio aumento di capitale che scade se non sbaglio entro fine giugno, e il Cda ne ha annunciati altri 30. Quindi, alla fine della fiera, questi hanno messo altri 140 milioni in poco più di un anno, e non è poco. Quindi non è che possiamo negare loro tutto quello che hanno fatto, solo che oggi si chiede qualcosa di più, gli si chiede di meritarsi il credito di chi gli permette il rifinanziamento. Se non sono in grado di fare questo, si va in default e la società perde quella stabilità di proprietà che l’Uefa, a torto o ragione, adessso pone al centro delle sue preoccupazioni.”
C’è aria di un imminente passaggio nelle mani di Elliott o di un cambio di proprietà?
“Non so, c’è aria di assoluta incertezza. A me il comunicato del Cda da l’impressione di una situazione nella quale gli amministratori non possono fare più di quello che hanno fatto, e se la proprietà non da loro risposte precise, sulle sue intenzioni e sule sue capacità, e allora cosa possono fare? Possono prendere e tornare a casa. Francamente io, dal tono di certe dichiarazioni di Fassone credi di aver già scontato la circostanza che il Milan possa essere escluso dalla coppe. D’altra parte, se la sanzione doveva essere diversa, poteva essere oggetto di un settlement agreement. Se il tema era soltanto quello del blocco di una parte del mercato, se il tema era quello della sanzione, si poteva andare tranquillamente ad accordare il settlement: l’Uefa diceva: “Guarda che se non ti accordi così ti faccio escludere dalle competizioni europee”, allora un accordo lo si sarebbe trovato. Se sono andati dalla commissione giudicante, vuol dire che la sanzione di cui si parla è l’esclusione dalle coppe. In più questa multa che dovrebbe essere intorno ai 20 milioni, magari in parte sospesa, che però porta a una ulteriore spesa economica. Già non andare in Europa League ti costerà qualche milione, più la multa…Hai voglia a chieder di risparmiare gli interessi sul tuo rifinanziamento, ma se per risparmiare gli interessi, ammesso che sia possibile, fai perdere alla società 20 milioni, mi dispiace ma non sei un buon socio.”
Una domanda più generale: queste tempistiche della Uefa l’hanno sorpresa?
“A me innanzitutto ha sorpreso la decisione che non ha nulla a che vedere con la situazione economica del Milan, ma a quello che si dice, con l’instabilità della sua proprietà. Questo dovrebbe essere un tema però, che all’Uefa non interesa, perchè una società può essere tranquillmente gestita in maniera efficiente anche se cambia proprietà ogni 6 mesi. In un mondo in cui i fondi si scambiano il tutto e il contrario di tutto, per quale motivo una proprietà ballerina dovrebbe preoccupare l’Uefa, se questa proprietà è in grado di garantire stabilità di management?”
Ieri sera l’Uefa ha presentanto i nuovi paletti dei Fair Play Finanziario, in cui si parla della stabilità economica della proprietà, e invece in questo caso sono ancora stati messi i vecchi paletti: non mi sembra giusto…
“Quando tocca al Milan ci vediamo associati all’unica altra società che ha avuto una sanzione dalla commissione giudicante, cioè la Dinamo Mosca, che però in quel caso aveva taroccato i bilanci: al Milan nessuno ha falsificato i conti, anzi, sono dei buoni conti. Oggi il Milan, tutto sommato, rischia di andare quasi in pari, e deve soltanto finanziare il corrente, perchè il ciclo finanziario è ancora un pò lungo, non avendo apertura di credito dalla banche, devi mettere cassa quando qualcuno potrebbe semplicemente apire i cordoni del credito bancario, ma il Milan non ha più rapporti con le banche.”
Una domanda: c’era qualcuno del fondo Elliott oggi nel Cda?
“No, anche se molti sostengono che l’ingresso di Scaroni nel Cda del Milan fosse stato fatto per di fatto avere un uomo vicino ad Elliott nel Cda. Però, nessuno è lì nominato da Elliott in modo ufficiale.”
Ultima domanda: domani dove si potrà trovare il comunicato?
“Non lo so, dobbiamo ancora elaborarlo. Domani abbinao un meeting con i piccoli azonisti e si vedrà che fare”.
Estate calda: cessioni per 150 milioni ? CLICCA QUI