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di Luca Spigarelli
MILANO – In esclusiva per “Il Milanista” Giuseppe La Scala, vice presidente dei Piccoli azionisti del Milan, ci ha concesso un’intervista sul suo Milan. L’Avvocato del Diavolo ci ha parlato della nuova gestione targata Elliott, di Fassone della squadra e del nuovo progetto del Monza di Berlusconi.
Avvocato La Scala, voi azionisti come vedete l’arrivo del fondo Elliott ?
“Lo vediamo come una vera soluzione di continuità rispetto al passato. L’anno cinese, chiamiamolo così, è un anno che resta misterioso e io, che non ha avuto la possibilità di godere del punto di vista di Scaroni, che è stato membro del Cda rossonero, non posso non esprimermi come lui: “Di questa vicenda, alla fine, non ho capito niente”. Personalmente mi ero fatto delle idee e poi sono state smentite dalla conclusione pazzesca di quel periodo nel quale Yonghong Li ha rifiutato le offerte, che gli avrebbe permesso di ridurre le perdite, e invece ha preferito perdere tutto salvo affidarsi a un’eventuale contenzioso giudiziario con Elliott”.
Questo possibile contenzioso è fattibile? Perché nei giorni scorsi circolava la voce che Mr Li non lo avrebbe presentato….
“Ma come si fa a dire una cosa del genere? I giornalisti parlano con Yonghong Li? Sanno se Yonghong Li ha degli avvocati lussemburghesi visto che la causa la fa in Lussemburgo, incaricati di attivare la stessa? I giornalisti che pontificano sul fatto che Mr Li stia facendo causa o che non la stia facendo non sanno niente. Come fanno a sapere se l’ex proprietario del Milan ha presso uno studio, che magari ha una succursale a Hong Kong, dove vive oltre che in America e in Lussemburgo, intende fare causa si o no: se non la fa però la cosa diventa ancora più misteriosa. E se il primo a dire che in questa faccenda non ci ha capito nulla è Scaroni, che questa vicenda la conosce dai suoi inizi e la ha accompagnata per i 14 mesi di gestione cinese, essendo dentro il Consiglio di amministrazione, io francamente non posso che dire la stessa cosa. La vicenda mi pare incomprensibile alla luce della sua conclusione e anche le idee che mi ero fatto, ovvero che secondo logica il gruppo cinese avessero un progetto importante per il Milan, è stata clamorosamente smentita”.
Alla fine quindi aveva ragione Raiola?
“Bhe si certo: ha avuto ragione Raiola. Lui (e Donnarumma) c’è ancora, i cinesi non ci sono più. Su questo non c’è dubbio. Mi dispiace ammetterlo perché per lui non ho una grande stima, però su questo è stato un profeta di sventure che ci ha azzeccato. Sventure poi fino a un certo punto, perché poi l’arrivo di Elliott probabilmente restituisce al Milan una prospettiva più importante e più solida di quella precedente”.
Su Elliott, Avvocato, uno dei più grandi fondi al mondo cosa ci può dire ?
“Non è il fondo più grande al mondo perché ce se sono alcuni grandi 20 volte Elliott. Loro però hanno comunque una certa disponibilità importante. Per dire ce ne sono alcuni che gestiscono centinaia di miliardi sotto management. Il fondo di Singer è un fondo speciale che fa investimenti di un certo tipo: nel Milan ha inaugurato una nuova linea di intervento, però mi sembra che i movimenti che sta compiendo soprattutto per quanto riguarda il management, ovvero l’assunzione di Leonardo prima e quella di Gazidis adesso, un manager che avrà un contratto di lungo periodo e anche molto oneroso, significa che probabilmente Elliott pensa di tenersi la società in pancia per un bel po’ di tempo.”
Però ancora non è chiarissimo se il fondo americano stia avviando un progetto a medio-lungo tempo piuttosto che di breve durata:
“Se ingaggi un manager dell’importanza di Gazidis, che ti costa non poco e gli fai un progetto per un certo periodo, non avrebbe senso farlo se hai un’orizzonte di un anno o due: stai dunque lavorando con un’orizzonte di 3-5 anni”.
Poi per come sta investendo nella squadra con un calciomercato così importante, nonostante il fair play finanziario….
“Ah certo! I soldi Elliott ne ha già messi, ha anche procurato delle nuove linee di credito. Poi dobbiamo vedere cosa farà effettivamente a gennaio. Ci sono anche da capire che vincoli pone la Uefa e che tipo, diciamo così, di rispetto bisogna garantire di norme scritte e magari di sanzioni che ancora non ci sono ma potrebbero esserci. Non credo che Elliott voglia assumere un atteggiamento sfidante nei confronti della Uefa: vorrà assumerne uno prudente finché non ci sarà un chiarimento sulle sanzioni e sulle conseguenze delle violazioni dei tempi di Fininvest”.
E l’accordo con l’Uefa?
“Essendoci stato il passaggio di proprietà, il Milan potrà godere delle norme che permettono, in caso di cambio di proprietà, la rinegoziazione tra il nuovo proprietario e l’Uefa una soluzione su base concordata che spalmi il passato, con una sanzione dedicata alle violazioni precedenti e dia disposizioni per il futuro. Probabilmente per qualche esercizio dovrà dimostrare di poter ritornare in equilibrio. Forse anche per questo il bilancio di quest’anno è stato caricato di molti oneri ed eventuali in modo da poter avere i prossimi bilanci un po’ più leggeri”.
Nel bilancio del 30 giugno ci sono ancora tanti giocatori comprati da Fassone e Mirabelli che bisogna ancora pagare
“Ci sono accordi per pagare i giocatori a rate come è normale che ci siano in tutte le società. Il Milan era già poco indebitata prima ed è ancora poco indebitata adesso. Il Milan è meno indebitato di Inter e Roma, per dire. Ma già ai tempi di Fassone, che aveva 100 milioni di debito residuo verso Elliott, aveva il factoring che stava rientrando e poi basta”.
La situazione tra Fassone e il Milan?
“Mi risulta che Fassone abbia iniziato un contenzioso con il club, chiedendo un riconoscimento per le sue spettanze. Tra l’altro mi risulta che la contestazione normativa alla modifica del suo contratto, che naturalmente non si è fatto da solo, è stata firmata da un a.d. che non era lui, e di questo si è discusso in Consiglio di Amministrazione, è una contestazione che non è stata ripresa nel verbale dell’assemblea. Questo è quello che sento dire da “Radio Tribunale” a Milano. Quindi Fassone ha chiesto a Elliott di rispettare un contatto che lui considera valido ed efficace mentre il fondo contesta che non sia tale e gli contesta anche delle operazioni e degli atti di amministrazione non corretti e non adeguati. Ci sarà un giudice che giudicherà, però non è che noi scriviamo la sentenza oggi. Se Fassone ha ragione il giudice gliela riconoscerà, altrimenti darà ragione ad Elliott. E poi magari, come capita in questi casi le parti si metteranno d’accordo e noi non lo sapremo mai perché firmeranno un contratto di riservatezza”.
La motivazione quindi rimane “licenziamento per giusta causa”?
“Certamente. Fassone è stato revocato da amministratore perché Elliott ha ritenuto che esistesse una giusta causa di revoca e Fassone l’ha contestata. Se non troveranno l’accordo si vedranno al Tribunale di Milano”.
Domenica c’è il derby:
“Un vero e proprio esame di maturità. Se Gattuso fa una bella prestazione ed esce imbattuto dal campo dell’Inter, secondo me mette un altro tassello nel mosaico di un Milan che cresce e matura. Io sarei tranquillamente contento anche di un pareggio in cui il Milan si segnalasse per un gioco di qualità. Non sono tra gli spacconi che pensano che queste vicende si debbano chiudere necessariamente con la vittoria. Certo è meglio se si vince il derby. Al Milan un pareggio domenica e una vittoria, inevitabile e auspicabile, nel recupero contro il Genoa permetterebbero di tallonare l’Inter. E visto che i nerazzurri vengono qualificati come antijuve, avere un punto da loro vuol dire che non siamo lontani dalle zone di vertice”.
E l’Inter?
“Il giorno in cui la fortuna abbandona i cugini, loro perdono una bella freccia al proprio arco. L’Inter in queste prime giornate è stata più favorita che sfavorita dalla sorte. Molte vittorie sono arrivate in modo non convincente. La fortuna, comunque, sorride a chi se la cerca: quindi brava l’Inter e bravo Spalletti che se hanno la possibilità di avvalersi di un po’ di un fortuna non si lasciano scappare l’occasione. Però appunto nel’arco di una stagione fortuna e sfortuna si rivalgono c’è anche il rischio che la buona stella si appanni. E speriamo già domenica”.
Higuain e Cutrone, per Lei possono giocare insieme?
“Ma certo che possono giocare insieme. Io in questo, nonostante sia stato qualificato come un feroce avversario del berlusconismo e del gallianismo, soprattutto nei suoi ultimi anni, io devo dire che continuo, essendo un uomo della passata generazione, a pensarla come Berlusconi per quanto riguarda il modulo d’attacco. A me piacerebbe che ogni tanto, non soltanto in emergenza, schierasse le due punte con un modulo un po’ diverso dal 4-3-3. Ogni tanto Gattuso lo fa in caso di bisogno. Vorrei vedere la squadra un po’ più malleabile e più fluida, da questo punto di vista. Invece ho come l’impressione che Gattuso non se la sente di investire sulla capacità della squadra di modificarsi non solo in corsa con facilità e riservi questa opportunità nei momenti di difficoltà. Però secondo me Higuain e Cutrone sono una coppia ben assortita anche perché l’argentino fa giocare molto bene gli attaccanti che gli giocano vicino, perché è un giocatore intelligente e capace dell’asssist perché si muove e si porta via due difensori. Pensate a cosa ha fatto il Pipita con Cutrone contro la Roma: che meraviglia. Da questo punto di vista Higuain si sta rivelando un acquisto importantissimo: ha un’efficacia peculiare, quando non segna fa segnare.”
Un commento sul Monza di Berlusconi e Galliani:
“Rispondo con una battuta: li sto per vedere perché io sono a Vicenza, dove questa sera si gioca Vicenza-Monza, il mio studio legale è sponsor del Vicenza e quindi stasera sono allo stadio a vedere la partita e mi è stata detto che potrebbero esserci sia Galliani che Berlusconi. Francamente a me questa cosa fa tenerezza che Berlusconi abbia ancora voglia di rimettersi in gioco in una squadra di calcio partendo dalla Serie C non mi dispiace affatto. Lo trovo un segnale di grande passione per lo sport. Che Galliani, invece, possa essere un grande dirigente nella terza serie può anche darsi, ma la cosa, ma la cosa mi intriga un po’ meno. Dal punto di vista umano, il fatto che Berlusconi abbia preso sotto la sua ala il Monza e provi a portarlo in Serie A lo trovo tenero e sintomatico del fatto che Berlusconi, con tutti i pregi e i difetti che ha, investe sulle sue passioni e spende”.
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