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Paulo Sousa: “Milan-Fiorentina non è decisiva. Baggio? Va ricordato sempre!”

Redazione Il Milanista – 18 Febbraio, 15:47

Le parole del tecnico dei gigliati

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MILANO – Alla vigilia dell’importante sfida contro il Milan, il tecnico della Fiorentina Paulo Sousa in conferenza stampa ha affrontato diversi agromenti, primo fra tutti la difficoltà del prossimo incontro e i limiti dati dal dover giocare ogni 3 giorni: C’è sempre tensione quando si vuole vincere. Abbiamo ambizione di vincere ogni partita e quindi è naturale questa pressione. Una delle forze del Milan è la capacità di transizione, come hanno dimostrato all’andata qui al Franchi. Hanno grande qualità individuale e ambizione del club, possono vincere anche in nove. Non pensiamo a marcature a uomo, anche se poi ci sono determinate zone di campo dove dovremo essere più attenti. Gara decisiva? No, non lo è. Ogni vittoria ti aiuta a recuperare più velocemente, specie mentalmente. In questo cerchiamo anche la nostra consapevolezza come gruppo. La sfida di E.League ci penalizza: è impossibile preparare con la giusta intensità questa gara, alcuni giocatori hanno bisogno di recuperare. Ho bisogno di freschezza“.
Il tecnico viola ha poi parlato di alcune individualità della sua squadra che recentemente hanno dato qualche pensiero: Bernardeschi? C’è una grande vicinanza nel nostro rapporto. A volte quella che voi vedete come critica, in realtà è uno stimolo per proseguire la sua crescita. Ilicic? Ultimamente altri mi stanno dimostrando di più ma credo in lui. Quest’anno è anche una sconfitta mia: può fare sempre la differenza. Saponara? Non è più infortunato, è al 100% e si è allenato con noi. Può giocare. Tatarusanu? E’ evidente che stia molto bene e spero continui così. Le grandi squadre hanno bisogno di questo: l’Inter anno scorso soffriva tanto ma poi il loro portiere risolveva la gara”.
Infine immancabili gli encomi all’ex leggenda viola Roberto Baggio, suo compagno di squadra nella Juve e nell’Inter: “Deve essere ricordato ogni giorno, non solo a 50 anni. E’ stato il giocatore tecnicamente più evoluto col quale abbia mai giocato e che abbia affrontato. Durante l’allenamento poi si prendeva il suo tempo per migliorare la tecnica individuale: e questi aspetti poi ti fanno crescere”

 

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