[tps_title]Tra rum e cammelli[/tps_title]

Van der Meyde è uno dei giocatori con la storia più particolare probabilmente. Dal punto di vista sportivo, il suo momento migliore è stato probabilmente quello all’Inter, e in particolare il gol ad Highbury contro l’Arsenal. Ma durante tutta la sua carriera ha avuto diversi problemi legati alla sua sregolatezza. Ha raccontato tutto quanto nella sua autobiografia, in cui ha spiegato anche i problemi alcolici: “All’Everton mi proposero uno stipendio di 37mila euro a settimana, più del doppio di quello che percepivo all’Inter. Ci andai di corsa. La prima cosa che feci fu comprare una Ferrari e andare a sbronzarmi al News Bar, uno dei locali più in voga di Liverpool. La mia giornata terminò in uno strip-club. Andavo pazzo per le spogliarelliste. Lì conobbi Lisa e me ne innamorai subito. Nel suo mondo bere e sniffare cocaina era una cosa all’ordine del giorno. Una volta passai una serata a gozzovigliare a Manchester, mi scolai un’intera bottiglia di rum e andai direttamente agli allenamenti. Ai test registrai il mio miglior tempo di sempre, ma non riuscii a nascondere la sbronza.” Oltre all’alcol, VDM racconta un’altra cosa molto particolare: “Avevo uno zoo nel giardino di casa: cavalli, cani, zebre, pappagalli, tartarughe. Dyana, la mia prima moglie era la vera malata. Per lei rifiutai un trasferimento al Monaco: a Montecarlo ci sono solo appartamenti, mi disse, dove li mettiamo i nostri animali? Una sera scesi in garage, al buio, intravidi una sagoma imponente e udii suoni strani. Aveva comprato un cammello”. CONTINUA A LEGGERE