La gara di ieri, vinta dai rossoneri contro il Lecce, ha rappresentato un bel banco di prova anche per Ardon Jashari, uno degli acquisti più importanti della campagna estiva del Milan che però, frenato anche da un infortunio ad inizio stagione, non era ancora riuscito ad avere tantissime occasioni. Opportunità che gli è stata data proprio ieri da Allegri, schierandolo dall’inizio davanti alla difesa al posto di Modric, e sfruttata molto bene da Jashari.
Forse nella gara di ieri abbiamo intravisto per la prima volta che cosa ha spinto la dirigenza a investire più di 35 milioni per lui in estate. Anche mister Allegri, nel post-gara, ci ha tenuto a evidenziare l’ottima prova offerta dal centrocampista svizzero: “Jashari ha fatto veramente una bella partita, sia tecnicamente che a livello d’intensità e di corsa”.
Al termine del match è intervenuto ai microfoni dei giornalisti anche lo stesso Jashari, che ha risposto a qualche domanda. Ecco che cosa ha detto.
Le parole di Jashari
“Innanzitutto, penso che la cosa più importante sia stata vincere”.
Sul ruolo:
“Io posso giocare come numero 6, anche come numero 8, ma questa è una decisione del mister. Io sono felice per ogni minuto e sono veramente orgoglioso di indossare questa maglia, è un grande prestigio. Ogni minuto con questa maglia è davvero un piacere”.
Se il Milan può essere considerato per lo Scudetto:
“Abbiamo un giusto mix di esperienza e di ragazzi giovani. Dobbiamo continuare con questa mentalità in ogni partita, perché ogni partita è difficile. Per parlare di titolo è presto ora. Siamo in un buon momento, dobbiamo continuare così. La stagione è lunga”.
Sulla ripresa dall’infortunio:
“L’infortunio è stato uno shock. Avevo lottato tanto per venire qui, la trattativa è stata molto lunga, ma ora sto bene. Certo, non è stato facile, ma piano piano sto tornando al 100%”.
Sull’emozione dell’applauso di San Siro:
“Quando ho vinto un duello, ho sentito lo stadio. Quando hai i tifosi dietro di te, hai molto più fuoco dentro e ho cercato di dare ancora di più. Ci ho provato, ma l’importante oggi è aver vinto”.