MILANO – Tra pochissimo andrà in scena Italia-Portogallo, una gara molto importante che vale la testa della classifica nel gruppo 3 della Nations League.
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Una cosa va detta però: questa Nazionale è giovane, a tratti bella, ma giovane. È talentuosa, a tratti brutta, ma è talentuosa. È all’inizio di un ciclo. Lo scotto del Mondiale estromesso, un anno fa, a vantaggio della Svezia fa male e ci spinge a pretendere subito un’inversione di rotta, ma non è questo lo spirito giusto. I frutti del lavoro di Mancini si vedranno nel corso dei mesi e degli anni, probabilmente il prossimo Mondiale in Arabia va preso come punto ultimo di valutazione per un gruppo che ha 4 anni per plasmarsi e compattarsi. Il futuro è qui e parte da San Siro, dove nel frattempo un dato è arrivato e ci scalda il cuore: 73 mila spettatori. Ci hanno cacciato dal Mondiale, da casa nostra, ma non ci toglieranno mai questa voglia matta di calcio. Perché sì, siamo italiani, ed il calcio è roba nostra. Se stasera dovesse andare male, non c’è poi molto da recriminare, è solo l’inizio, è solo il primo passo di un percorso lunghissimo che durerà quattro anni. Nel frattempo però, non facciamolo mai smettere di battere questo cuore azzurro, quello no. Quello va fatto subito. Per quello non c’è nulla da aspettare e, la cornice di San Siro di stasera, lo dimostra. Luci a San Siro cantava Vecchioni, e se guardi bene, queste luci sono verdi; bianche; rosse.
Ma intanto, doppio colpo in arrivo a gennaio: CONTINUA A LEGGERE