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MILANO – Il giornalista di FOX Gabriele Giustiniani è intervenuto su una delle voci riguardanti il mercato Milan, cioè quella che confermerebbe un interessamento dei rossoneri per Max Meyer, centrocampista centrale classe 1995 in forza allo Schalke 04 di Domenico Tedesco. “È un giocatore particolare, il fatto che vada a scadenza può far pensare sembrare che lo Schalke non abbia puntato su di lui. In realtà lo ha fatto fino all’anno scorso, poi da quest’anno le cose sembrano cambiate”; a conferma di tale ipotesi – spiega Giustiniani – il cambio di ruolo del giovane tedesco: “fino all’anno scorso giocava da esterno d’attacco o seconda punta e obiettivamente, nonostante i piedi ottimi, non è mai riuscito ad avere il cambio di passo che ti fa dire: questo giocatore fa la differenza”. Ora, la differenza la fa in mezzo al campo: “Quest’anno è tutto diverso: ha cambiato la sua posizione in mezzo al campo, merito di Domenico Tedesco che l’ha messo a giocare nei due di centrocampo. Un ruolo su cui nessuno avrebbe scommesso, e in cui invece ha dimostrato che con quei piedi e con un po’ di fiducia ha trovato qualcosa che era mancato in altre posizioni. Ha trovato un ruolo, vicino a Bentaleb con cui si completano. Qualcosa è cambiato: lui calcia benissimo di destro e di sinistro, ha visione, in quel ruolo può davvero dire la sua”.
Su di lui ci sono, però, gli occhi di mezza Europa, tra cui quelli vigili e ricchi di moneta sonante del Liverpool: “So che piace tanto al Liverpool in Premier, diciamo che se si dovesse liberare un posto, magari per Emre Can, sarebbe uno dei primi nomi. È vero che parliamo di un futuro parametro zero ma bisogna considerare tutti gli altri costi: sempre rimanendo in casa Schalke, penso a Goretzka. Un finto parametro zero, visti tutti i costi accessori. Per Meyer il discorso è ovviamente diverso, ma potrebbe diventare un gioiellino. Anche grazie a Tedesco: se lo Schalke è lì, è soprattutto merito suo”.
Insomma, il futuro di Meyer potrebbe essere lontano dalla Bundesliga: “Secondo me è più un giocatore da Serie A, almeno per il momento non ha il ritmo e il cambio di passo per incidere in Premier League. Faccio l’esempio di Pogba: in Italia cambiava il passo, allo United no. In piccolo il paragone ci sta: Meyer è un giocatore molto tecnico, che ha visione di gioco, tecnica, piedi, ma non è formato completamente. E la Serie A può essere la dimensione giusta per lui, fossi in una squadra come Inter o Milan ci punterei. Ecco, al Milan può fare benissimo“.
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