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MILANO – Tra gli argomenti affrontati da Leonardo nella sua intervista al Corriere dello Sport, spiccano le questioni relative alla poca “spericolatezza” del calcio italino e al famoso 4-2-fantasia, modulo da lui sperimentato per ovviare alla sovrabbondanza di giocatori offensivi quando guidava il Milan: “È stata una discussione molto lunga, perché in Italia bisogna prima non prendere gol e solo dopo cercare di farne. La vostra storia è quella di un calcio poco spericolato, poco brasiliano. Ma se tu hai in rosa Pirlo, Seedorf, Pato, Inzaghi, Borriello e Ronaldinho, tenerne qualcuno in panchina è uno spreco intollerabile. Piano piano siamo arrivati a questo modulo di gioco che, secondo me, è stato divertentissimo. Giocare così comporta una elevata motivazione da parte di tutti i giocatori. Ci dicemmo con i ragazzi: proviamo a giocare così. Sapevamo che per riuscirci era necessaria una disponibilità eccezionale a correre, rientrare, coprire. Non lo faceva solo, e benissimo, Ambrosini. Anche Ronaldinho, pur con i suoi mezzi fisici, si sacrificava. Galliani battezzò questo modulo 4-2-fantasia. Nome divertente, che prende. Ci siamo divertiti. Non c’è stata la vittoria finale ma siamo stati competitivi. Sono orgoglioso di quella innovazione”.
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