L’ex centrocampista rossonero Marco van Ginkel ha da poco dato l’addio al calcio giocato, decisione insolita perché a 33 anni avrebbe avuto ancora qualche buona stagione nelle gambe. L’ormai ex centrocampista ha spiegato la decisione e tanto altro in un’intervista recentemente rilasciata alla Gazzetta dello Sport.
Nel corso della chiacchierata, l’olandese ha spiegato i motivi che l’anno portato a smettere in anticipo, dicendo di aver preferito dedicarsi alla famiglia, con un pizzico di rammrico per i tanti infortuni subiti nell’arco della sua carriera. C’è stato poi ovviamente spazio per raccontare anche la sua breve parentesi al Milan (la stagione 2014-2015). L’arrivo nell’ultimo giorno di mercato, gli aneddoti sull’allora mister Pippo Inzaghi, i ricordi legati allo spogliatoio e al Presidente Silvio Berlusconi. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni a tema rossonero.
Le parole di van Ginkel
Sull’arrivo al Milan:
“Fu una trattativa lampo, chiusa l’ultimo giorno di mercato. Il mio agente mi chiamò all’improvviso dicendomi: ‘Dobbiamo subito prendere un jet per Milano’. Ricordo il colloquio con Pippo Inzaghi nel suo ufficio il primo giorno a Milanello. Doveva farmi vedere alcune slide su come muovermi in campo, ma parlava in italiano. Non capivo niente. A un certo punto gli dissi: ‘Mister, non parlo la sua lingua’. Lui fece finta di capire e provò con l’inglese, anche se non si capiva granché”.
Su Inzaghi come allenatore:
“Non aveva una grande gestione del gruppo. Magari giocavi bene un paio di partite e poi ti metteva in panchina. Ma era alle sue prime armi da allenatore, l’ho sempre ammirato come persona”.
Sui problemi fisici avuti al Milan:
“Muntari in allenamento rischiò di spezzarmi la caviglia: per fortuna fu solo una distorsione, ma per due mesi non vidi il campo. Mi chiese scusa in tutti i modi, le accettai. Alla fine, il mio sono riuscito a farlo: 18 presenze, 1 gol, alla Roma di Totti, e 3 assist”.
Sul Presidente Silvio Berlusconi:
“Almeno una volta al mese si presentava a Milanello con l’elicottero. Un personaggio incredibile: teneva tantissimo al Milan”.
Sui compagni di squadra:
“Rami faceva ridere tutti in spogliatoio. Con Suso ho legato tanto, così come con De Jong, Bonaventura e Alex”.