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Milan, senti Walter Sabatini: “Botman buon giocatore, ma Kjaer è insostituibile”

Milan, senti Walter Sabatini: “Botman buon giocatore, ma Kjaer è insostituibile”

Il noto direttore sportivo in odore di Salernitata Walter Sabatini, ha parlato di mercato intervistato dalla Gazzetta dello Sport.

Redazione Il Milanista

La sessione invernale di calciomercato è iniziata ormai da tre giorni. La maggior parte delle trattative, per lo meno le più importanti, non sono ancora entrate nella loro fase clou. Per quello ci vorrà ancora qualche giorno. Storicamente i colpi di mercato di gennaio si hanno quasi sempre dopo il 15 del mese. Ora è il momento delle operazioni minori. Per esempio quella che sta portando in queste ore Andrea Conti all'Empoli oppure la doppia operazione in entrata da parte del Cagliari che si è assicurato fino a fine anno le prestazioni sportive di Matteo Lovato e di Edoardo Goldaniga.

Il Milan si guarda attorno

Il Milan per ora ha lavorato sotto traccia. Paolo Maldini sta affrontando questi primi giorni di mercato un po' in sordina. Quel che è certo è che prima del 31 di gennaio dovrà chiudere per un difensore top. Il vuoto lasciato dall'infortunio di Simon Kjaer dovrà essere colmato da qualcuno. I nomi sul taccuino della dirigenza rossonera sono molteplici. Il profilo che più piace è per quello di Botman del Lille. Sul giocatore olandese si è espresso anche l'ex direttore sportivo di Roma e Bologna Walter Sabatini.

Le parole di Walter Sabatini

“Maldini e Massara hanno fatto un miracolo: al loro arrivo Milanello sembrava Berlino bombardata nel ’45. Botman? Un buon giocatore, ma Kjaer è insostituibile. Un vero leader. L’Inter è a posto così, forse al Milan serve solo un po’ di fortuna”. Queste le parole del noto direttore sportivo in odore di Salernitata Walter Sabatini che ha parlato di mercato intervistato dalla Gazzetta dello Sport. Parole condivisibili quelle dell'esperto conoscitore di mercato Walter Sabatini. L'impatto di un qualunque rinforzo che arriverà a Milanello nei prossimi giorni, è difficile che riesca a far sentire meno la mancanza di un pilastro come lo era Simon Kjaer.

di Sergio Poli