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Sacchi: “Le riserve del Milan sono all’altezza dei titolari”

Yannick Ferreira Carrasco con Kalulu e Tonali.

Arrigo Sacchi ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, dove ha parlato della rosa del Milan e della lotta scudetto.

Redazione Il Milanista

Il Milan questa sera affronterà in casa l’Empoli, per la 29esima giornata di campionato. I rossoneri sanno di avere solo un obiettivo contro i toscani, quello di vincere. Stasera infatti c’è l’opportunità di battere gli avversari e portarsi così a più cinque punti sui nerazzurri. Le rivali per lo scudetto si trovano sempre lì, a pochi punti di differenza, in attesa di un passo falso delle avversarie. Ormai mancano poche giornate al termine della stagione e perciò gli uomini di Pioli sono consapevoli di non poter commettere nessun passo falso. L’obiettivo resta la vittoria dello scudetto e sarà scontro fino alla fine.

Proprio della corsa scudetto ha parlato Arrigo Sacchi. Al Corriere della Sera ha infatti dichiarato: “Vincerà chi oserà di più, chi avrà meno paura. L’Inter ha più qualità, esperienza. Ma il Milan può vincere, è la squadra più europea di tutte. A patto però di essere sempre un collettivo, solo così compensa i difetti dell’inesperienza. I rossoneri hanno avuto tanti infortuni, eppure sono lì davanti a tutti. Quando perdono uno, dalla panchina ne entra un altro e quasi nessuno se ne accorge. Penso agli ingressi di Kalulu o di Gabbia, che hanno giocato all'altezza di Kjaer. Il Milan di Pioli gioca a sistema puro, due difensori contro due attaccanti. C’è un’idea di gioco che, piano piano, è stata recepita dal collettivo. Dovesse vincere, sarebbe un’impresa storica, anche per la gestione oculata dei conti che sta facendo la proprietà. Diciamo che sarebbe una vittoria doppia”.

Su Donnarumma invece ha detto: "Ha sbagliato a scegliere i soldi. L’ho detto anche a suo padre e sua madre, l’estate scorsa, qui a Milano Marittima. Doveva restare al Milan non tanto per riconoscenza, ma perché era il posto ideale per crescere. Mai lasciare i posti in cui si sta bene. Ma resta un grande campione, lo conosco da quando era poco più che un bambino, nelle nazionali giovanili. Si rialzerà."