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Calabria: “Abbiamo reagito sempre alla grande”. E su Ibra e Theo

BENEVENTO, ITALY - JANUARY 03: Davide Calabria of AC Milan during the Serie A match between Benevento Calcio and AC Milan at Stadio Ciro Vigorito on January 03, 2021 in Benevento, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Ecco le parole del terzino rossonero a SportWeek

Redazione Il Milanista

Davide Calabria  ha rilasciato un'intervista al settimanale de La Gazzetta dello Sport SportWeek: "Giocare per il Milan era il mio sogno  ora l’obiettivo è vincere con questa maglia"

Dopo una lunga e difficile cavalcata, i rossoneri sono riusciti a centrare la qualificazione in Champions - "In ogni momento di difficoltà abbiamo reagito alla grande: ero sicuro che ce l’avremmo fatta”, ha affermato il terzino, che ora spera di incrociare un certo Leo Messi: “Perché penso sia il più forte di sempre. Sarebbe bello giocarci contro in un Milan-Barcellona, come ai vecchi tempi".

Calabria, dopo un periodo di appannamento, è finalmente "esploso", mostrando tutta la sua forza -"Serve sicuramente talento per giocare a questi livelli. Poi, però, ci sono altre componenti, compreso il periodo storico del club. Penso di avere le qualità per giocare qui: soprattutto la forza mentale, la resilienza, la voglia di rimanere in questa squadra. Posso diventare più forte in tutto, sono ancora relativamente giovane. Giocare in Champions League sarà un bel salto: affrontare grandi giocatori, in grandi partite, in grandi competizioni è l’unico modo per poter migliorare".

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Pioli e i vertici societari credono nelle potenzialità di Davide e nel fatto che possa diventare una bandiera del Milan -"I complimenti di uno come Maldini o di altri rappresentanti del club mi hanno fatto piacere. Mi hanno consigliato di pensare un po’ più “egoisticamente”, di credere nei miei mezzi e sfruttarli. All’inizio ero fin troppo umile. Nel calcio devi essere aggressivo e forte mentalmente. Prima lo capisci, prima ottieni risultati".

Davide è cresciuto nel Milan di Berlusconi, poi ha vissuto la parentesi Mister Li, quindi l’arrivo di Elliott e della nuova dirigenza. Gestioni una diversa dall’altra -"Differenze? Lo capisci quando c’è dietro una società stabile. E inevitabilmente ne risenti quando manca: è più difficile isolarsi per cercare di dare il meglio. Ma in questi anni il Milan non ci ha fatto mancare niente. Anche nei momenti negativi è stata una società forte, da tutti i punti di vista".

Non poteva mancare una considerazione su Zlatan Ibrahimovic: "Ha spinto me e gli altri a dare il massimo, da quando c’è lui siamo migliorati tanto. Sono davvero contento che Ibra sia dei nostri. La cosa che più mi ha sorpreso di lui è la voglia di non perdere mai: per lui c’è solo la vittoria. E basta".

Su Theo Hernandez: "Madre Natura gli ha dato uno strapotere fisico e una velocità che lo rendono difficile da fermare quando accelera. Ma non direi che lo invidio, ognuno ha le sue caratteristiche. Sono contento di giocare con lui, è un bravo ragazzo, che lavora seriamente".

 Ibra, Theo e Calabria