• ultim'ora

Il cognato di Gigio: “Ancora spiragli col Milan”

Carmine Paoletti ha raccontato in una lunga intervista alcuni importanti retroscena sul caso Donnarumma, che ha fatto tanto parlare l’opinione pubblica, ma denuncia anche la reazione di alcuni tifosi che sono arrivati a minacciare la loro famiglia

di Redazione Il Milanista

Di Delia Paciello

MILANO – “Gigio tiene tanto al Milan. Se la società si apre al dialogo non vedo motivi per cui il loro rapporto debba finire. A meno che ormai non si sia rotto completamente l’ambiente. A me piace pensare che l’amore vinca su tutto, ma bisogna essere in due”, ha affermato il cognato di Gigio Donnarumma, Carmine Paoletti intervistato da IlMilanista.it. Parole che lasciano ben sperare per il futuro in rossonero del giovane portiere di Castellammare di Stabia.

gigio e cognato

La telefonata di Gigio al cognato, la sua famiglia ingiustamente minacciata

 

Eppure Carmine e la sua famiglia sono stati oggetto di minacce da parte dei tifosi negli ultimi tempi in seguito ad un post pubblicato da Instagram dal cognato, poi prontamente cancellato su richiesta dello stesso Gigio:”Ma che hai scritto? Io tifo Milan, non attaccare la mia società”, ha detto il portiere con una telefonata. Ma intanto in pochi secondi il peggio era già stato scatenato, e le minacce  sono arrivate persino alla pasticceria di Scafati che la famiglia gestisce da ben quattro generazioni, La Sfogliatina d’Oro,.

“Non pensavo che le mie parole potessero avere tanto peso – racconta Carmine – è stata una reazione istintiva quando ho visto attaccare duramente mio cognato, che conosco da quando aveva 8 anni, da coloro che prima lo osannavano. Ho assistito alle sue recite da bambino, ero accanto a lui quando ha pianto di gioia realizzando il sogno di giocare in Serie A nel club che porta nel cuore, e ora lo vedo piangere e star male. Non ho pensato neanche per un istante di mettermi contro una società che ha fatto la storia del calcio. Nonostante io sia tifoso del Napoli nutro grande rispetto per il club rossonero, ma sono un essere umano. D’altronde non sono un personaggio pubblico, non pensavo a tutta questa risonanza mediatica. Ora arrivano addirittura minacce di morte nell’attività che la mia famiglia gestisce da quattro generazioni”.

 

Il mancato rinnovo: il cognato svela i retroscena

perin donnarumma

Ma soprattutto il pasticcere della famiglia Donnarumma continua a spiegare le dinamiche e i retroscena che hanno anticipato la fatidica giornata dell’annuncio del mancato rinnovo: “La verità è che Gigio non ha mai detto di voler lasciare il Milan. Ha semplicemente chiesto tempo prima di decidere del suo futuro visto che voleva concentrarsi sulla nazionale. È stato il Milan a dargli l’ultimatum: voleva una decisione nell’immediato. Da lì è partita la reazione mediatica, ma è stata una cosa molto forzata. Ecco perché io ho avuto quello sfogo. Gigio non vuole andar via, era tranquillo del suo contratto in essere ancora per un anno. So per certo che non ha neanche mai chiesto a Raiola se ci fossero altri club interessati a lui: ha sempre visto solo il Milan nel suo futuro”

D’altronde anche Fassone l’aveva detto all’indomani dell’incontro con Raiola: “Il giocatore ci diceva di volere il Milan. E ce lo diceva guardandoci fissi negli occhi. Era assolutamente sincero. Alla fine ha prevalso la linea dell’agente e io credo che in cuor suo Gigio non sia convinto della decisione presa”. E così diventa quasi una contraddizione non rinnovare al Milan, visto che a detta di tutti Gigio è davvero un tifoso rossonero: nonostante le origini campane il Milan è la squadra in cui è cresciuto, complice anche l’influenza del fratello Antonio, che già militava in rossonero quando lui era ancora bambino. Ma proprio per questo sembra che ancor di più che per il baby fenomeno oltre il danno ci sia la beffa.

 

Il dolore di Donnarumma

 

Dietro quel ruolo che ricopre con tecnica, preparazione e qualità innate, dietro quelle grandi spalle e quelle grandi mani, si nasconde un ragazzo dal cuore tenero, sincero e disponibile con tutti, che non conosce ancora tutte le dinamiche di questo mondo più grande di lui: infondo Gigio ha soli diciotto anni. Tutte le polemiche, il gran polverone alzatosi per aver chiesto tempo, hanno toccato in primis il ragazzo più che il calciatore. E così la contestazione durante il match con la nazionale Under 21 in Polonia è stata la ciliegina sulla torta per il giovane portiere: “Ogni sera facciamo la solita videochiamata: vedere i suoi occhi tristi negli ultimi giorni mi ha fatto tanto male. Aveva le lacrime agli occhi e mi ha detto: “Mi stanno massacrando gratuitamente”. Fa male vederlo così”, continua a raccontare Carmine.

E così, nel giro di pochi giorni, quel Donnarumma tanto osannato si è trasformato in “Dollarumma” nel pensiero di mezza Europa. Ma il cognato svela: “Non è mai stata una questione di soldi. Per fortuna la nostra famiglia ha sempre lavorato duro e il piatto a tavola l’ha sempre messo. Gigio è stato il giocatore meno pagato del club la scorsa stagione, eppure non ha mai battuto ciglio. È talmente giovane che ha ancora tutta la carriera davanti, e al denaro non ci pensa. E in più non saprebbe neanche come spendere ora i suoi soldi, visto che ha paura anche di viaggiare”, afferma accennando un sorriso. Poi continua: “La sua vita è fra i pali, a difesa della porta, e sperava fosse quella rossonera. È il suo unico pensiero. Eppure si è alzato un polverone per nulla”.

 

Un peso enorme da sostenere

Donnarumma-Milan
Donnarumma-Milan

E poi quel bacio alla maglia, quello che ha fatto tanto parlare. Quel bacio che rappresenta la gioia e la soddisfazione di vestire quei colori. Quel bacio sincero, un gesto fatto dal cuore senza pensarci. Ma non poteva sapere che un semplice gesto spontaneo lo avrebbe rivestito di tanta responsabilità. “Ha baciato la maglia perché era quello che sentiva, e di certo non lo rinnega – spiega ancora il cognato –  Ma investirlo del titolo di bandiera dopo solo un anno da titolare alla sua età mi sembra un carico eccessivo. A volte si porta tutto all’esasperazione”, spiega ancora Carmine. La stessa esasperazione che fa sì che dal calcio si scateni una guerra mediatica contro la pasticceria di famiglia, che è stata presa di mira anche con recensioni negative su Google e sui vari portali web.

 

Ma c’è ancora uno spiraglio di luce fra Gigio e il Milan

A volte una storia di calcio e passione si trasforma in qualcosa di più grande, che va a colpire, senza accorgersene, la vita privata dei protagonisti. Nei casi più tristi, come quello raccontato da Carmine, si arriva anche alle minacce di morte: ora una famiglia intera vive nella paura lì a Castellammare di Stabia. E un motivo vero non c’è.

Si dice che il tempo guarisce ogni cosa, si spera. Quel tempo che la dirigenza milanista non ha voluto regalare a Gigio per decidere del suo futuro, ora potrebbe ancora essere la chiave di svolta per risolvere questa aspra questione.

Intanto ecco le novità su Biglia… CONTINUA A LEGGERE

3

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy