Il portoghese può andare via solo a titolo definitivo: la situazione è ancora in stallo

Leao-Milan, addio in estate?

Attraverso X, Fabrizio Romano ha fornito questo aggiornamento riguardo l'interesse del Fenerbahçe per Rafael Leao, mentre il Galatasaray è ancora in attesa: "Il Milan ha respinto l'offerta di prestito con diritto di riscatto presentata dal Fenerbahçe per Rafa Leão; i negoziati sono in corso ma non c'è possibilità per un prestito. Una nuova proposta potrebbe essere presentata a breve. "

Franco Baresi e il Valore Umano

Si legge Franco Baresi, ma si potrebbe anche interpretare con la U maiuscola di uomo. Un chiaro esempio del suo valore, della sua sensibilità e del rispetto dimostrato da Franco può essere collegato all'incidente dell'Heysel, il campo dell'orrore. Precisamente, si tratta dei quarti di finale della Champions League, il 7 marzo 1990. Cinque anni prima, l’Heysel era stato teatro di una tragedia, con 39 tifosi della Juventus che persero la vita schiacciati dalla folla provocata dalle cariche degli hooligans inglesi nella Curva Z. Lo stadio riaprì le sue porte a una squadra italiana per accogliere il Milan di Baresi. E anche grazie al direttore organizzativo Paolo Taveggia, l'ideatore del gesto compiuto dal capitano. In un'intervista esclusiva con la Gazzetta dello Sport, Taveggia racconta il significato di quel gesto di Baresi e il fatto delle rose sotto il settore. Rafael Leao e Christopher Nkunku

Tutto inizia quando il Mechelen chiede di disputare la partita contro di noi in un impianto più grande: la federazione belga sceglie l’Heysel e l’Uefa approva. Questa decisione ci lascia inizialmente sorpresi, ma senza la volontà di opporci. Ci guardiamo intorno per capire come procedere, per primo il nostro amministratore delegato di allora, Adriano Galliani. Siamo stati i primi italiani a tornare lì, non poteva essere una partita e uno stadio come gli altri: portavano con sé una storia tragica per i tifosi italiani, a prescindere che fossero juventini o milanisti, che avevano perso la vita seguendo la loro squadra. Ci ponemmo delle domande, ero in contatto con l’Uefa: chiedemmo di poter commemorare in qualche modo il passato, ma nulla, nessuno, né il governo né la polizia locale, voleva agire. Si trattava di una tragedia irrisolta di cui nessuno desiderava discutere. Inoltre, ci comunicarono che avrebbero controllato le nostre azioni. Galliani, in ogni caso, decise di organizzare una messa riservata la mattina della partita.

“Tra i tanti tifosi alloggiati nel nostro hotel al seguito della squadra c’era un caro amico di scuola, Gianni De Georgio. Gli chiesi di trovare un fiorista e di procurarmi 39 rose che poi mi avrebbe passato quando saremmo saliti sul pullman, come un gesto portafortuna per la squadra, così nessuno avrebbe potuto obiettare. Arrivai nello spogliatoio e dovevo decidere cosa fare: ne parlai con Franco, nessuno meglio di lui: convenimmo di portarle sotto la Curva Z. Uscimmo dagli spogliatoi, io tenevo le rose, e a quel punto nessuno poteva fermarci. Tutto ciò accadeva tra i fischi dei tifosi belgi, mentre allo stadio aumentavano il volume della musica. Depositeremo le rose sotto i gradoni, facemmo una breve preghiera e poi tornammo indietro in silenzio. ”

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