MILANO – Ai tifosi rossoneri è uscita solo una parola dopo il gol di André Silva: incredibile. Un aggettivo che si riferisce all’eroe di giornata, l’uomo che ha segnato all’ultimo minuto. Il calciatore ha confermato come il calcio regali emozioni e rimescoli le opinioni. Sembra un film: l’arbitro ha il fischietto alla bocca e sta segnalare la fine della partita, ma il portoghese batte Perin. I 38 milioni spesi dal Milan in estate fin’ora avevano regalo solo 8 gol in Europa League contro avversari di basso livello. I suoi due allenatori milanisti, Montella e Gattuso, avevano sintetizzato così il rendimento fin’ora del numero 9: “è colpa nostra se ancora non si è inserito come ci si aspettava, occorre essere bravi e coraggiosi nel metterlo dentro al momento giusto”. E ieri forse sembrava il momento più sbagliato: la sgridata di Bonaventura perché si nascondeva dietro l’uomo e una chiacchierata con Cutrone su alcuni movimenti: poi il gol con un movimento all’Inzaghi a sfruttare il cross di Suso. A fine partita, prima della classica cinquina di Gattuso, il portoghese ha raccontato le sue emozioni: “È normale che l’allenatore mi chieda il veleno, io devo solo ascoltare, ringraziarlo e continuare. Sono felice peril gol, ma è più importante la vittoria. Sono qui per crescere e per aiutare il Milan. Se non gioco tanto è perché devo lavorare di più. Un buon bomber per segnare tanto deve anche giocare tanto”. Dichiarazioni forti ma non polemiche dette vicino a Gattuso che alla fine racconta: “È un ragazzo per bene che lavora molto, a volte lo dobbiamo fermare”.
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