Intervenuto a Sky Calcio Club per analizzare le partite di Serie A della domenica, l’ex calciatore Paolo Di Canio si è soffermato anche sul Milan, con un focus, come spesso accade, su uno dei giocatori rossoneri più rappresentativi e allo stesso tempo discussi: Rafael Leao.
Mentre Fabio Caressa e gli altri ospiti discutevano del solito tema Leao punta vs Leao esterno, Di Canio ha tirato fuori uno spunto molto critico sul portoghese. Con Leao in campo il Milan avrebbe meno equilibrio e, proprio per questo, Allegri lo avrebbe schierato davanti, per esonerarlo da maggiori compiti difensivi. In aggiunta, secondo l’ex attaccante, anche i problemi fisici lo starebbero penalizzando, e non poco.
Il punto di vista tattico di Di Canio
“Il gol alla fine, il gol su rigore, il gol lì… ma io cito sei partite: 2-0 al Lecce, 3-0 al Lecce in Coppa Italia, 3-0 al Bologna fuori casa, 3-0 all’Udinese fuori casa, 3-0 al Verona in casa. Da quando esce Leao col Torino, che sta perdendo il Milan, entra Pulisic con la febbre e 3-2 ribalta la partita. Sai chi non c’era in campo? Leao. Non mezza partita, 6 partite, 16 gol segnati e 0 subiti. Dici ma che c’entra? Proprio tatticamente, è tatticamente una squadra più solida, che avrà meno colpi, ma perde meno palloni, è meno esposta, fa meno giocate estemporanee e ci arriva con la forza, la tecnica e alla fine le va a vincere così. Non sono 2 o 3, sono 6 partite, sono un numero enorme, ma lo dico sotto l’aspetto tattico.
Questo non vuol dire che non debba giocare, vuol dire: che cosa devo fare con lui? Se gioca sull’esterno, Rabiot mi va, lui mi si ferma, la punta viene saltata dal passaggio, con Modric in mezzo io sono del gatto. E all’inizio dell’anno aveva questa problematica il Milan, tatticamente, era fragile per questo. Allora lo metto lì davanti, tanto gli spazi si aprono. Oggi ha avuto quattro ripartenze prima del gol finale, tutte perse, ma perché ha questo problema, sembra appunto pubalgia. Non solo fa meno sprint, ma trotterella perché ha questo problema, ed è un problema però. Non è colpa sua, ma c’è il problema.”