In seguito al recente e alquanto deludente pareggio ottenuto dai rossoneri a Firenze, è intervenuto un illustre ex allenatore rossonero, Fabio Capello. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il mister ha fatto un’ampia analisi sul Milan di Allegri, entrando nel merito sia della squadra che dei singoli, evidenziando cosa secondo lui non è andato e in cosa il Milan deve migliorare se vuole rimanere aggrappato al sogno scudetto, ma anche e soprattutto all’obiettivo Champions. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni.
Le parole di Capello sul Milan
“La squadra vista contro la Fiorentina non mi è piaciuta per nulla. Il Milan ha giocato all’opposto di come ci hanno fatto vedere poi Inter e Napoli la sera. Semplice: i rossoneri camminavano, gli altri correvano. Ho visto un Milan troppo lento, anche nella trasmissione del pallone, senza idee e gioco. Tutto è stato troppo elementare, direi quasi scolastico. Così fai fatica a fare risultato“.
Se il Milan può sognare lo scudetto:
“Se è quello di Firenze di sicuro no. Ma andrei anche oltre, il Milan era cresciuto parecchio nei primi mesi della stagione, mentre adesso mi pare abbia rallentato. La classifica dice che l’Inter è ad appena tre punti, ma da dietro stanno risalendo Juventus e Roma. In questo ha ragione Allegri: i rossoneri devono stare attenti al quarto posto, prima di pensare in grande. Le rivali lasceranno sicuramente punti con le coppe. E non mi riferisco solo a Inter e Napoli, ma come ho già detto pure a Juventus e Roma, che giocano anche loro in Europa. Il Milan avrà un vantaggio, bisognerà vedere se sarà in ottica scudetto o quarto posto“.
Sulle occasioni sprecate nel primo tempo:
“Ha fatto tutto Pulisic, con la gentile collaborazione di Fullkrug. La coppia d’attacco ha creato dal nulla due-tre chance per fare gol, ma l’americano insolitamente le ha fallite tutte. Errori non da lui, come quando ha cercato di saltare De Gea al posto di concludere, pur non essendoci spazio: in quel fazzoletto solo Ronaldo il Fenomeno riusciva a dribblare il portiere e segnare. Ma al di là degli episodi, il Milan non mi ha convinto nell’atteggiamento fin dall’inizio“.
Sull’ampio turnover di Allegri:
“Ok, forse Max avrà un pochino esagerato, ma è mancata soprattutto la cattiveria e la voglia di aggredire l’avversario. E in questi particolari il turnover c’entra poco. Se aspetti e rinculi sempre, restando passivo, prima o poi prendi gol. E infatti la Fiorentina, quando ha alzato un pochino il ritmo, è andata in vantaggio“.
Su Estupinan:
“L’ho visto in grande difficoltà anche nelle giocate semplici. Nel primo tempo ha fatto un passaggio in orizzontale da mettersi le mani nei capelli, è stato fortunato a non avere sulla coscienza un gol“.
Sul gol di Nkunku:
“Il movimento e il tiro secco sull’1-1 mi fanno dire di sì. Ha fatto una gran cosa, che forse un mese fa nemmeno avrebbe provato. In più, mi è piaciuto anche in un paio di scambi nello stretto con i compagni. Finalmente vediamo un attaccante vero, sbloccato psicologicamente“.
Su un Milan vincente solo due volte su cinque senza Modric:
“Non mi sorprende. Quando dico che il gioco è stato scolastico, non è un caso. Con i cambi di campo e la qualità nei passaggi di Modric, il Milan è tutta un’altra squadra, anche se la flessione mi pare generale, pure a livello fisico, tra cali di forma e infortuni. Tra Modric e chi lo sostituisce c’è ovviamente una differenza enorme. A Firenze i centrocampisti andavano all’indietro e si tornava spessissimo da Maignan in fase di possesso. Vuol dire che intorno c’è poco movimento e chi ha la palla non trova mai l’intuizione giusta“.