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di Luca Villari
SARDEGNA ARENA – Riprendere dopo due settimane di ferie è traumatico. Il calcio è un gioco ma ad alti livelli assomiglia più ad un lavoro ed il Milan, che forse sperava in un rientro soft in ufficio, si ritrova ad affrontare da subito un mare di scartoffie. A riempire i rossoneri di grattacapi, c’è il Cagliari di Maran o, per parlare di campo, di Nicolò Barella, capitano autoctono dei sardi e simbolo di quei giovani che se hanno talento possono emergere.
Uragano Cagliari Narcotizzato dalla sosta per le nazionali, l’adrenalina per la vittoria last minute contro la Roma è – forse ingannevolmente – il ricordo più vivo e dolce per i ragazzi di Gattuso. Di melenso però, il Cagliari non ha nulla e mostra subito di che pasta è fatto. Pressing e corsa che mandano in crisi gli ospiti, decisi comunque a proseguire nella propria filosofia: palleggio e trame ad ogni costo. Al 4’ la scelta sembra efficace, con Suso che arriva a crossare in maniera insidiosa mettendo Cragno in affanno. Su ribaltamento di fronte, un lancio lungo trova pronto Pavoletti che esplode il tiro centrando il palo, il più reattivo è Joao Pedro con il suo tap in che porta in vantaggio i padroni di casa. Al 16’ è Barella che prende il palo dopo gli sviluppi di un corner. Da lì in poi i rossoblu calano leggermente e al 27’ Bonaventura si divora il pareggio su cross invitante di Calabria. Il Milan prova a prendere le redini del match ma la gara sfuma verso l’intervallo.
Prima Pepita Abbandonati i ricordi e soprattutto rotto il ghiaccio, il Diavolo ricomincia da dove aveva lasciato circa 15 giorni fa: voglia di spaccare il mondo. E prova e riprova, prima o poi l’occasione capita: Padoin sbaglia un rilancio che rimpalla sull’onnipresente Kessiè e diventa un assist per Higuain. Da un cencio, il Pipita realizza un capolavoro di classe. Controllo, Cragno dribblato e palla in rete. È il meritato 1 -1. Al 64′ il Cagliari sostituisce Joao Pedro con Marco Sau, due minuti dopo Bakayoko rileva Bonaventura. Cambi e stanchezza equilibrano la gara, ripartenze e spunti personali sono le soluzioni più ricercate, con Suso e Sau che provano, senza esito, qualche serpentina. Al 73′ Castillejo entra per un Calhanoglu forse spossato dagli impegni con la Turchia, mentre all’85’ è il turno di Laxalt che con lo spagnolo forma un binario di sinistra tutto nuovo. Il Milan prova a comandare il match ma è al 91′ che arriva la giocata che potrebbe cambiare tutto: mancino a rientrare dalla distanza di Suso, Cragno è strepitoso. Come lo è Higuain pochi secondi dopo su cross di Laxalt: il colpo di testa esce di poco a lato. Finisce così, con un Milan ancora incompiuto. Le partite bisogna giocarle dall’inizio alla fine.
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