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Maldini, 50 anni a tinte rossonere: “Felice per Gattuso. Nel mio futuro…”

Redazione Il Milanista – 26 Giugno, 09:20

Le parole di Paolo Maldini a Premium Sport.

di ANTONELLO GIOIA

Maldini festeggia oggi 50 anni

Paolo Maldini, storico capitano del Milan.
Paolo Maldini, storico capitano del Milan.

MILANOPaolo Maldini, che oggi festeggia 50 anni, ha rilasciato per l’occasione un’intervista a Premium Sport.

Sulla sua vita: “Ho una vita felice e movimentata anche senza calcio, mi sono abituato quasi subito alla nuova vita. Per 25 anni mi sono goduto un periodo unico, ora ho più tempo per me e la mia famiglia che da sempre è fondamentale per me. Seguo i miei figli nel calcio ma niente paragoni, mia moglie è come la mia stampella”.

Sui suoi 10 anni: “Ricordo il primo provino per il Milan, ai tempi non potevano essere presi ragazzi sotto i dieci anni. Era a Linate, fui preso quasi subito”.

Sui 20 anni: “Il primo scudetto rossonero, l’inizio di una cavalcata incredibile con Sacchi”.

Sui 30 anni: “Ero ai Mondiali in Francia, non ho mai avuto fortuna nei campionati del mondo: sempre eliminato ai rigori o al golden gol. Per mia mamma fu una sofferenza: io capitano, mio padre allenatore”.

Sui 40 anni: “Col Milan avevamo chiuso una rincorsa nel ritornare ad alti livelli, la rivincita con Liverpool e Boca Juniors aveva portato Champions League e Mondiale per club. Avevo già detto alla società che sarebbe stato il mio ultimo anno”.

Su Sacchi: “Dove tutto è partito. Senza Arrigo non ci sarebbero stati 20 anni di grande Milan”.

Su Capello: “I record parlano chiaro. La formazione 1991-92 credo sia stata la migliore di tutte”.

Su Ancelotti: “Naif. Ci ha cambiato mentalità, è quello in cui mi sono divertito di più”.

Sull’addio durante Fiorentina-Milan del 2009: “Sentii il grande affetto del popolo viola ma di tutto quello italiano, diventi un calciatore ‘di tutti’ quando giochi così tanto in Nazionale e per come ti comporti in campo”.

Sul calcio di oggi: “Nel calcio di oggi si gioca meno in verticale, c’è più possesso palla. E infatti chi fa la differenza è chi vede gioco, chi cerca il dribbling: va tutelato anche se sbaglia di più. Cristiano Ronaldo grande bomber, si è trasformato nel corso della carriera ma io scelgo sempre Messi: fa cose difficili anche solo da pensare”.

Sul Milan: “Sono contento per Gattuso, ha fatto bene anche se gli obiettivi di inizio stagione sono stati ridimensionati. Vediamo cosa succederà, ci sono tanti punti di domanda”.

Sulla Nazionale italiana: “Il mancato Mondiale non dipende solo dal playoff perso con la Svezia, c’entra anche la gestione della Figc negli ultimi 4 anni: dicevo che il calcio era poco al centro del progetto, ecco i risultati. Per me la Nazionale era il massimo, rappresenti tutti”.

Sul suo futuro: “Ho poche scelte, vista la mia carriera: o Milan o Nazionale. Non è detto che debba per forza rientrare nel calcio. Certo, per i colori rossoneri le porte sono sempre aperte: per ora non ho ancora trovato le condizioni ideali per dire di sì”.

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