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L’ex addetto agli arbitri del club rossonero, Leonardo Meani, ha parlato a Sportitalia: “Calciopoli è esistita, ma il mostro non era così grande come l’hanno dipinto. Sicuramente si è trattato di un’indagine con delle lacune. Il mio coinvolgimento? Ognuno nella vita deve prendersi le proprie responsabilità. Se queste telefonate sono uscite, a parlare al telefono ero io. Il Milan avrà ritenuto poter usare come tattica difensiva quella di addossare le responsabilità a me che avevo effettuato le telefonate e non avendo tra l’altro un incarico dirigente ho finito per pagare io. Il sistema Milan? Non esisteva e non lo dico io ma le carte processuali. Se io fossi stato influente il Milan avrebbe vinto quattro campionati di fila, situazione mai accaduta. I rapporti con Collina? Un rapporto amicale. L’unica cosa che dico è che se non conosci il background alla telefonata è chiaro che ascolti la telefonata fine a se stessa e trai delle conclusioni. Le intercettazioni? Chiacchiere che si facevano all’interno di rapporti amicali che nascevano anni prima grazie al mio passato da arbitro”.
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