Gravina confermato a via Allegri: ” Allacciamo gli scarpini e iniziamo a giocare”

Ecco le parole del presidente federale dopo la conferma a via Allegri

di Redazione Il Milanista
MILANO – Il discorso di Gabriele Gravina, prima delle elezioni, ha convinto tutti. Un discorso che il presidente federale ha incentrato sulle incertezze del periodo e di quanto sia stato importante il suo ruolo per la ripartenza del calcio: “Non potevo far naufragare il nostro calcio. Ora c’è il secondo tempo da giocare”. Al contrario lo sfidante Cosimo Sibilia ha invocato alla “Collegialità nella governance” mettendo all’indice il numero troppo altro di squadre professioniste. Un discorso dove sono stati citati Steve Jobs, Einstein e Pasolini. Attaccando prima la giustizia sportiva, invocando dei cambiamenti e poi Gravina reo di aver disatteso un patto “Sottoscritto nel 2018 con un ex presidente federale” (in passato il presidente federale aveva assicurato ad Abete di non volersi ripresentare dopo il prima mandato“.
Gabriele Gravina e Cosimo Sibilia si sono sfidati per la presidenza della FIGC
Gabriele Gravina e Cosimo Sibilia si sono sfidati per la presidenza della FIGC

Gravina, le parole dopo la conferma alla guida della FIGC

Gabriele Gravina, dopo i discorsi è stato eletto con il 73,45 % dei voti mentre lo sfidante alla poltrona di via Allegri si è fermato al 26,25 %. Ecco le sue parole: “Grazie per la vostra dedizione e pazienza. Ora ci siamo, il secondo tempo della partita sta per cominciare, vi ringrazio per la partecipazione a questa assemblea. Vi ringrazio per la fiducia. Il consenso e l’entusiasmo che mi avete riconosciuto hanno consolidato un’elaborazione del progetto strategico con cui mi sono presentato oggi. Il nostro movimento ha sofferto sul piano umano e sociale, prima che economico. Un movimento che come altri comparti del nostro paese è pronto a ripartire, non potevamo fermarci e non ci fermeremo. È il mio primo e unico pensiero. Potevamo essere un segnale positivo per gli Italia, siamo stati un segnale di ripartenza. Seneca aveva ragione allora e l’ha oggi. La nostra comunità è sempre stata una squadra, dove ognuno dovrà fare la sua parte. Per mettere il bene comune di fronte a tutto. Vi ho proposto una strategia, sarà difficile e non senza tensioni. Noi tiriamo fuori il meglio nei momenti duri. Sentiamo la responsabilità di migliaia di giovani a cui dobbiamo dare un calcio più bello, solido e sostenibile. Allacciamo gli scarpini e iniziamo a giocare. Grazie ancora“.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy