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Milan, Leonardo:”Con il Milan solo incomprensioni”

LISBON, PORTUGAL - AUGUST 11: Leonardo Araujo, Sporting Director of PSG looks on prior to the PSG Training Session ahead of the UEFA Champions League Quarter Final match between Atalanta and PSG at Estadio do Sport Lisboa e Benfica on August 11, 2020 in Lisbon, Portugal. (Photo by David Ramos/Getty Images)

Leonardo durante il suo intervento al Festival dello Sport di Trento, ha ripercorso gli anni del suo addio dal Milan

Redazione Il Milanista

Leonardo Nascimento de Araújo, Direttore sportivo del Paris Saint-Germain, è in diretta al Festival dello Sport di Trento. Intervistato dai giornalista ha deciso di ripercorrere tutta la sua carriera, in campo e fuori. Naturalmente non poteva tornare sui suoi anni in rossonero.

La testardaggine di Leonardo

Alla domanda sulla sua rottura con il club rossonero, Leonardo, ha risposto parlando di incomprensioni. Queste le sue parole:"Può essere un rapporto fra presidente e allenatore, oppure con un dirigente. Io per tredici anni sono stato nel cuore del Milan, non è che sono arrivato da un'altra parte. Ero visto come allenatore della società, non è che cambi il tuo passato, rapportandoti con gli stessi giocatori. Penso ero incompatibile con Berlusconi in quel momento. Non è stato un momento facile per lui, anzi, era molto complicato. So quanto è pesante la vita di un primo ministro, cavaliere, presidente del Milan, imprenditore. C'erano tante cose. A distanza di anni capisco anche di più. Non è facile. È talmente enorme che è diventata talmente grande che è normale ci siano tanti sentimenti. Noi abbiamo litigato".

L'approdo all'Inter

Sul suo arrivo all'Inter il ds si è così espresso: "Io non pensavo ci sarebbero state così tante polemiche. Per me era difficile andare via dal Milan, ma erano sei mesi che avevo finito un qualcosa molto chiaramente, non è che c'era un ritorno. Era finita la vita al Milan. Io in quel momento ero allenatore, dopo sei anni da dirigente. Per una serie di circostanze del Milan. E mi chiedevo: "Cosa faccio, cosa sono? Torno a fare il dirigente?". Quello che cambia tutto è Moratti, ma non solo. Prima c'è stato il fatto che una persona come Moratti - che conoscevo prima, non solo a Natale del 2010 - io avevo rapporti con la famiglia per la Fondazione, lo incontravo costantemente, c'erano brasiliani dell'Inter con cui avevo iterazione. Ronaldo a Milano mi ha avvicinato anche a Moratti, perché il suo modo di essere è talmente penetrante che io stimo profondamente. Quando lui chiama e mi dice questa cosa è stranissima. Se dico di no era come morire. Capita oggi di vivere queste emozioni, una squadra che ha appena vinto la Champions League, con una persona con cui lavorerò a stretto contatto e stimo. Io sento Moratti ogni due settimane, come Galliani. Era impossibile dire di no. Poi sapevo di andare verso qualcosa di complicato, ma non mi aspettavo così tanto. Però l'ho presa come una specie di stima che ha provocato un sentimento più negativo. L'ho vissuta in quel modo, anche se è normale succeda questo. Baggio ha giocato nel Milan e nell'Inter, Ronaldo stesso. Non pensavo di causare tutto quanto".