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Sacchi: “Maignan? Una vergogna che si debbano osservare scene simili”

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Arrigo Sacchi nel suo “Tema del giorno” su La Gazzetta dello Sport ha fatto un analisi dei principali lasciti di Udinese-Milan

Arrigo Sacchi nel suo “Tema del giorno” su La Gazzetta dello Sport ha fatto un analisi dei principali lasciti di Udinese-Milan, andata in scena ieri sera al Bluenergy Stadium.

“Il problema del razzismo per come lo vedo io è culturale, non mi meraviglio più, perché in questo paese trionfa l’ignoranza e da sempre il razzismo va a braccetto con l’ignoranza. Una vergogna che si debbano osservare scene simili. Un grave danno di immagine per il calcio”. I fatti che hanno portato alla sospensione temporanea del match hanno inciso sullo stesso portiere francese: “Quello che è accaduto ha inciso e non poco sulla partita, sull’andamento della partita. Maignan non era sereno, si vedeva benissimo e guarda caso non è stato impeccabile in occasione dei due gol dell’Udinese”.

“Dopo l’interruzione per i cori del pubblico, la sfida è cambiata: il Milan mi è sembrato più leggero e meno concentrato, più approssimativo. Sul primo gol Kjaer non è stato perfetto nella chiusura e sul secondo Theo Hernandez cosa ha combinato. Bravi nella reazione i rossoneri, a recuperare la sfida e a ribaltarla. Bisogna fare i complimenti ai ragazzi di Pioli, perché si sono impegnati, hanno dato l’anima e pur mostrando qualche limite meritano gli elogi: quando uno fa il suo massimo per me è un eroe. Cosa vuoi chiedergli di più? Questa è la quarta vittoria consecutiva in Campionato per i rossoneri e la striscia comincia a far sorridere i tifosi”. Sacchi ha concluso: “Contro l’Udinese il successo è meritato. Il Milan ha dominato nella prima parte, poi c’è stata la faccenda dei cori, l’interruzione e l’Udinese ha preso il sopravvento. La reazione del Milan è stata veemente: soltanto un gruppo vero si comporta in quel modo”. Infine, l’ex allenatore del Milan ha chiesto silenzio sul tema Scudetto: “Adesso nessuno pronunci la parola Scudetto. I rossoneri non devono pensare al titolo: per quello ci sono Inter e Juve. I ragazzi di Pioli devono impegnarsi al massimo, lavorare duramente in allenamento e alla fine si tireranno le somme. Oltre al Campionato, c’è l’Europa League e il Milan lì può far sentire la sua voce”.

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