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Milan, Zille: “Theo Hernandez è un centometrista con la palla al piede”

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Federica Zille, giornalista di 'DAZN', ha parlato di Milan-Atalanta, ma anche di alcuni singoli come Pierre Kalulu e Theo Hernandez.

Redazione Il Milanista

Federica Zille, giornalista di 'DAZN', ha parlato di Milan-Atalanta, ma anche di alcuni singoli come Pierre Kalulu e Theo Hernandez. Queste le dichiarazioni rilasciate a 'Radio Rossonera'.

Su Pierre Kalulu: “Quando hai un totem del genere in tribuna (Alessandro Nesta, ndr) non puoi che esaltarti di più. C’è da fare sicuramente i complimenti al giocatore, ma quanti ne vanno fatti alla dirigenza? A chi ha portato in prima squadra un giocatore che neanche era arrivato in Ligue 1, l’ha schierato prima da terzino e poi da centrale e deciso di non fare mercato a gennaio? Tutti avevano un po’ preso male questa scelta, ce lo ricordiamo il mercato invernale. Loro hanno invece deciso di andare avanti con la loro idea e sta pagando tantissimo. Brava la dirigenza. In questo Milan, senza top player è sbagliato dirlo, ma senza Pallone d’Oro: io lo darei a Maldini tutta la vita”

  I giovani hanno preso in mano il Milan. Ti aspettavi questa crescita? “Secondo me è solo il frutto del lavoro che ha fatto sulla testa Pioli, un lavoro piano piano ad aggiungere consapevolezza e nozioni. La cosa più bella che in questo momento sta premiando il Milan è che senza stravolgere la formazione, perché alla fine giocano sempre i soliti 12-13, è sempre diverso da se stesso. Le variazioni tattiche che fa Pioli sono incredibili, e sui giovani è più semplice introdurre questo tipo di lavoro e questo tipo di cambiamento partita per partita. Sono un foglio bianco dove puoi scrivere quello che vuoi. Pioli è straordinario nello scrivere, giorno per giorno, sempre un testo diverso”.

Sul piano partita contro la Dea: “La strategia era evidente già dal primo minuto: quella di togliere qualsiasi riferimento all’Atalanta. Ha giocato in tutta la gestione Gasperini con la marcatura uomo su uomo a tutto campo, con coppie fisse. A parte Leao, che è passato da De Roon ad Hateboer. Unica variazione, perché sulla velocità diventa poi imprendibile. La strategia del Milan è stata proprio quella di variare le posizioni dei propri giocatori e portare a spasso gli avversari. Hanno fatto tantissima strada, e infatti i due gol nascono da ripartenze velocissime, in cui si vede che l’altra squadra l’hai mandata in debito d’ossigeno. Quindi, strategia vincente e grande intelligenza in tutti i giocatori a capire che dovevano cambiare il modo di giocare. Tutti quanti, non ce n’è uno che non lo abbia fatto. A parte Giroud e quelli un po’ più statici, diciamo”.

Sul gol di Theo Hernandez: “Io l’ho visto partire, ero dal lato dell’Atalanta sotto la curva nord. Ho visto questo fulmine passare… Ha fatto 95 metri con tutte le variazioni di corsa compiute, a quella velocità: è un centometrista. Però palla al piede, che diventa ancora più difficile. Il primo commento è stato: ‘ma che gol ha fatto?’. Credo non ci siano altre spiegazioni da dare. Le facce di tutti i giocatori, come Leao e Brahim Diaz, increduli e con le mani nei capelli, credo rendano merito al gol di Theo”.

E’ stato simile a Weah contro il Verona, ma non solo: “Un altro che lo ricorda è stato quello di Shevchenko contro il Bari, abbastanza simile. Anche se quando si pensa al coast to coast è normale pensare a Weah”.

3 immagini di Milan-Atalanta? “Vado sul contorno della partita. Una è Maignan che fa la foto con le sue bambine sotto la curva. Lì c’era proprio la famiglia dentro alla famiglia Milan, secondo me un’immagine bellissima. Poi la faccia di Leao dopo il gol di Theo. Poi porto a casa anche Simon Kjaer, che va avanti e indietro in attesa di vedere la partita dell’Inter in zona mista. La coreografia è stato qualcosa di talmente travolgente che è una delle più belle fatte a San Siro”.