IlMilanista.it
I migliori video scelti dal nostro canale

news milan

Giudice: “RedBird darà continuità al Milan, è una proprietà competente”

Maldini e Massara
Alessandro Giudce, manager, esperto di finanza nonché collaboratore del Corriere dello Sport, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di MN.

Redazione Il Milanista

Alessandro Giudce, manager, esperto di finanza nonché collaboratore del Corriere dello Sport, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di MN. Di seguito le domande e le risposte.

Signor Giudice, con l'ingresso di RedBird come cambieranno le cose al Milan?

“L’idea è che con RedBird ci sarà una totale continuità rispetto a quanto ha già fatto Elliott negli ultimi anni. Una continuità che viene confermata anche dalla permanenza di tutto l’organigramma. Questo sarà così fino al closing ma credo anche dopo, al momento non ci sono ipotesi di sostituzione dei dirigenti del Milan. Non vedo perché cambiare una gestione che ha portato buoni risultati”.

Secondo lei quale sarà il maggior vantaggio per il Milan con la nuova proprietà?

“RedBird è una proprietà molto competente nell’industria sportiva. Ha alle spalle investimenti di ogni genere, ha una grande capacità analitica di gestione dei dati e delle informazioni. Conosce i canali distributivi, quelli attraverso cui si generano i ricavi. L’utilità maggiore che RedBird porterà al Milan sarà la capacità di aumentare i ricavi, sfruttando soprattutto le nuove tecnologie”.

RedBird permetterà al Milan di compiere un ulteriore salto di qualità a livello commerciale?

“Quando parliamo dei clienti di un club, di chi paga per generare i ricavi, abbiamo la tendenza a pensare ai tifosi. In realtà esiste una comunità di potenziali consumatori nel mondo che possono essere attratti da una proposta commerciale interessante. Siamo in una fase dell’Industry in cui i grandi club vanno a caccia dei fan. In questo senso credo che i club italiano abbiano fatto molto poco, RedBird potrà aiutare il Milan seguendo questa direzione”.

A quali partnership commerciali punterà il gruppo di Jerry Cardinale?

“Sicuramente il Milan ha fatto dei notevoli passi in avanti nella capacità di attrazione di partners commerciali. Credo che RedBird lavorerà molto sulle partnership con le star americane, come già il Milan stava cominciando a fare, oppure con le società di giochi. RedBird punterà a tutte quelle partnership che possano essere veicolo del brand in segmenti di consumatori che oggi non solo tifosi classici. Questo non significa abbandonare la comunità dei tifosi, ma di cercare nuovi clienti anche al di fuori della classica cerchia”.

RedBird potrà avere più margine d'azione sul fronte mercato?

“Non credo che RedBird possa spendere più di Elliott sul mercato. È sbagliato il concetto di associare ad un azionista un budget per il mercato. Il Milan fa mercato con le proprie risorse e non con quelle degli azionisti, come fanno tanti altri club. Da diciotto mesi il club non assorbe cassa, è una macchina autosufficiente e potrà produrre le risorse necessarie per il mercato. Mettere i soldi sul mercato non è la prima cosa da fare, in questo momento il Milan non ne ha bisogno. Il Milan può sostenere i propri costi, però chi pensa che possa fare un mercato da duecento milioni di euro è fuori strada. Ma questo credo sia normale, anche il Milan come tutti gli altri club dovrà parametrare i costi della propria rosa con il fatturato e fare i conti il Fair Play Finanziario. Nessuno in Italia oggi può fare una compagna acquisti sui livelli dei club di Premier League”.

Si parla anche del progetto di un nuovo stadio per il Milan, qual è la sua opinione?

“Un nuovo stadio servirebbe tantissimo al Milan. Credo che Scaroni abbia fatto benissimo a dire che la realizzazione dello stadio sarà un passaggio fondamentale per il percorso della società. Lo stadio di proprietà ti permette di monetizzare meglio lo spettacolo. San Siro ha cent’anni, è uno stadio vecchio che offre dei servizi non all’altezza. Uno stadio moderno e all’avanguardia offre allo spettatore un servizio superiore che valga il prezzo del biglietto, può diventare una forma di attrazione maggiore. Ci vorranno chiaramente dei tempi, uno stadio richiede qualche anno ma se i due club di Milano capiranno l’importanza della questione potranno crescere ulteriormente”.