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Sconcerti: “Milan efficace ma disordinato. Ha incontrato difficoltà”

Ante Rebic & Brahim Diaz
Mario Sconcerti ha commentato la vittoria del Milan e dei rivali nerazzurri nella prima partita di campionato.

Redazione Il Milanista

È finalmente tornata la Serie A ad animare l’estate di tutti i tifosi. Gran bella partenza per le pretendenti al titolo, che non si sono fatte trovare impreparate e hanno vinto la prima partita ufficiale. Inizia molto bene il Milan, che segna ben quattro reti all’Udinese. I Campioni d’Italia avevano tutti gli occhi puntati addosso, in particolare quelli dei 70mila tifosi accorsi da tutta la penisola per vedere il primo match stagionale a San Siro. Vincono anche i nerazzurri, che non vogliono perdere punti e promettono di dar battaglia ai cugini per strappargli il tricolore.

Proprio delle vittorie dei rossoneri e dei nerazzurri ha parlato Mario Sconcerti. Il giornalista ha parlato delle due squadre nel suo articolo per il Corriere della Sera. Ecco le sue considerazioni sul Milan"Milan efficace e un po’ disordinato. In difficoltà sul palleggio per l’inferiorità numerica a centrocampo dove l’Udinese aveva un uomo di gioco in più, Walace, e Deulofeu che vagava coprendo spazio anche se senza nessun costrutto. Il Milan cercava una facilità che non ha ancora, ma qualcosa si è visto. Per esempio segna quattro gol senza costruire molto in attacco".

Invece sui nerazzurri ha detto: "I nerazzurri si sono trovati dentro una partita di altri tempi, con avversari colpiti dalla gloria improvvisa che corrono, picchiano e restano in partita per pura adrenalina. Il risultato è ingiusto per il tempo in cui arriva, è il segno che resistere non serve a niente, conta il destino. Ma è più che esatto nella sostanza. L’Inter aveva fatto molto di più. La partita stavolta l’ha vinta Inzaghi con i cambi, l’errore c’è stato quando ha messo Calhanoglu regista al posto di Brozovic, errore durato meno di dieci minuti, poi è stato un vero assedio. Il migliore è diventato Dimarco. Non è stata una bella Inter. C’è stata un po’ di lentezza e supponenza, una modestia sparsa come la nebbia che saliva dal mare. Ma è successo quello che doveva. E questo l’Inter lo ha meritato".