IlMilanista.it
I migliori video scelti dal nostro canale

news milan

Albertini: “Milan, per lo Scudetto gioca con spavalderia e incoscienza”

I due ex rossonero Filippo Galli e Demetrio Albertini

Demetrio Albertini, ex centrocampista del Milan, ha parlato in esclusiva al 'Corriere della Sera' oggi in edicola. Ecco le sue dichiarazioni.

Redazione Il Milanista

Demetrio Albertini, ex centrocampista del Milan, ha parlato in esclusiva al 'Corriere della Sera' oggi in edicola. Ecco le sue dichiarazioni.

Sulla ricetta del Milan di Stefano Pioli per vincere lo Scudetto: «A questo punto è fondamentale la consapevolezza nei propri mezzi. Nelle gare rimanenti i giocatori devono scendere in campo senza paura, e soprattutto senza pensare all’obiettivo finale. Devono credere in se stessi e convincersi che se sono primi ora hanno le qualità per esserlo fino alla fine».

Su quale leva occorre puntare a parte i due punti di vantaggio: «Premesso che due lunghezze in più in questa fase del cammino non sono poche, penso che il Milan debba valorizzare quei pregi che ha evidenziato finora, su tutti la spavalderia. Deve scendere in campo senza far calcoli, con incoscienza. Come se ogni sfida fosse una gara senza appello. In tante occasioni i giocatori hanno già dimostrato di avere questa mentalità: contro la Lazio, Sandro Tonali ha segnato nel recupero. Rafael Leão alla Fiorentina all’82’».

Albertini sul giocatore che a suo avviso potrà fare la differenza per il Milan: «Mi auguro che sia Zlatan Ibrahimović».

Sul consiglio che darebbe ad Ibra per il futuro: «Se il suo fisico lo asseconda, perché non provare a giocare ancora? In fin dei conti ci si può sentire protagonisti ed essere incisivi anche con un minutaggio inferiore».

Su quanto peseranno le difficoltà del calendario sulla classifica finale: «Saranno partite toste per entrambe le squadre. Vorrei ricordare che il calcio è, fra gli sport di gruppo, la disciplina meno ripetitiva e più soggetta ad imprevedibilità».

Sul significato che avrebbe per il Milan vincere uno Scudetto insperato a inizio stagione: «Chi l’ha detto che i dirigenti non lo avevano indicato come un traguardo da centrare? I critici forse non lo avevano inserito in pole nelle griglie di partenza ma se il Milan da due anni e mezzo ha uno standard di rendimento altissimo ed è nelle prime posizioni non capisco perché a ragione non pianifichi di vincere il titolo».

Sulle sensazioni in merito l'imminente cessione del Milan da Elliott ad InvestCorp: «Leggo già di programmi sul mercato e sullo stadio e le considero supposizioni almeno finché non avverrà il closing definitivo. Perciò non mi spingo a immaginare una campagna acquisti faraonica, piuttosto mi limito a osservare: se un compratore subentra a Elliott, che ben si è comportato in questi anni, vorrà fare qualcosa di più per lasciare il segno, no? E una squadra che punta a tornare protagonista in Italia e in Europa ha bisogno di investimenti».