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Milan, Abatantuono: “Squadra ottima. Puntiamo allo scudetto. E su Ibra…”

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 17:  Diego Abatantuono attends FuoriCinema on September 17, 2017 in Milan, Italy.  (Photo by Stefania M. D'Alessandro/Getty Images for FuoriCinema)

L’attore è tornato a parlare del Milan, sua squadra del cuore. Ha detto la sua sugli obiettivi della società, su Pioli e su Ibrahimovic.

Redazione Il Milanista

Dopo il successo del primo locale, Diego Abatantuono ha aperto un altro Meatball Family a Milano. L’attore, con la passione della cucina, ha appena inaugurato un nuovo locale di polpette. In occasione dell’inaugurazione è tornato a parlare del Milan, sua squadra del cuore. Ha commentato la prima sconfitta dei rossoneri in campionato contro la Fiorentina. Un risultato che non desta preoccupazioni: “La sconfitta di Firenze non pregiudica nulla. Anzi, la Fiorentina, pur nella nostra sfortuna, ha pure meritato. Ma il passo falso di sabato non intacca il mio ottimo giudizio sul Milan”. L’attore è attualmente nei cinema con il nuovo film «Una notte da dottore», al fianco di Frank Matano.

Abatantuono ha dato la sua opinione anche su Pioli, mister che stima e che apprezza notevolmente. Ha dichiarato: “Stefano Pioli mi piace molto. È il tecnico che ci serviva. Non puoi avere un grande talento se non sei una grande persona. E lui lo è. È un uomo di qualità, ci siamo conosciuti, siamo stati a cena insieme”. Dietro una grande squadra c’è sempre un grande allenatore, e Pioli lo è. Obiettivo dei diavoli è puntare alle zone alte della classifica, con il sogno scudetto. Ne è certo l’attore: “Bisogna pensare allo scudetto e ci sono tutte le condizioni per lottare per il titolo. Sulla Champions è giusto mettere una pietra sopra. Soprattutto per un motivo: la panchina del Milan non è soddisfacente. E non c’è la possibilità di concentrarsi su due obiettivi insieme. L’organico è questo”.

Ha concluso l’intervista parlando di Ibrahimovic: “Io lo terrei. Certo, bisogna vedere a quali condizioni. Considerato che non costa poco, gli darei tre ruoli, attribuendogli sempre più un ruolo di supporto psicologico per la squadra. Io lo vedrei come gestore dello spogliatoio, vice allenatore e giocatore che entra ed esce quando serve. Così si darebbe un senso al suo ruolo per il domani”.