Nell’ultima puntata di Legends Road, il programma di DAZN, l’ex leggenda del Milan Massimo Ambrosini ha condiviso alcuni ricordi significativi della sua carriera. Ecco cosa ha detto:
Riguardo la qualità che apprezzava di più
“Ciò che mi affascinava, in base alle mie caratteristiche, era la capacità di prevedere dove sarebbe andata a finire la palla. Era una soddisfazione più mentale capire la sua destinazione, e questo potevo farlo sia in fase difensiva che offensiva. Mi piaceva inserirmi, perché un inserimento implica tempismo: se riesci a intuire mentalmente dove andrà il pallone, puoi intervenire in difesa, intercettandolo, oppure in attacco, muovendoti verso lo spazio in cui arriverà. Non ero particolarmente talentuoso nel compiere gesti tecnici spettacolari.”
“Ero un centrocampista di buon livello, ma non quello che riusciva a cambiare gioco con passaggi di 30 o 40 metri; però sapevo come far giocare i miei compagni avanzati. Con Clarence avevo un’affinità particolare. Per eccellere nel ruolo di centrocampista, è fondamentale avere sempre qualcuno che si smarchi per ricevere il pallone e desideri il passaggio. Seedorf si muoveva sempre in modo da essere disponibile per riceverlo. “