Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex mister rossonero Fabio Capello ha dato il suo illustre e competente parere sul Milan di Allegri, toccando diversi temi. Capello ha parlato delle difficoltà incontrate contro le piccole, provando a spiegarne i motivi, e si è soffermato anche su alcuni singoli. Ecco un estratto delle sue parole.
Le parole di Capello sul Milan
“Non c’è dubbio che il mio Milan fosse più forte di quello attuale, anche se in quei tempi non c’erano ancora le cinque sostituzioni”.
La spiegazione:
“Semplice, le piccole a San Siro la mettevano sul piano fisico, ma dopo un’ora calavano e lì veniva fuori la qualità immensa di quel Milan. La squadra di oggi non ha quella qualità e le avversarie, cambiando cinque undicesimi, riescono a mantenere più a lungo un livello alto di intensità e di attenzione. Così, anche se ti chiami Milan, succede che non fai risultato in casa contro formazioni meno attrezzate”.
Se il problema del Milan è l’approccio alla gara:
“Io credo che alla squadra manchi continuità all’interno della partita. Il Milan va a sprazzi. E contro le piccole fatica nello sviluppo della manovra, non trovando spazi. Paradossalmente, fa meglio contro le grandi, che provano a fare la partita e concedono il fianco alle ripartenze”.
Sulle critiche ad Allegri per il gioco e se è possibile migliorarlo:
“Io penso che le difficoltà dei rossoneri nel trovare continuità nel gioco non dipendano tanto dalle idee dell’allenatore, quanto dal livello e dalle caratteristiche dei giocatori. Ho sempre sostenuto che l’albero motore di una squadra sia la dorsale centrale composta da portiere-difensore centrale-regista-centravanti: l’Inter ne ha una di assoluto livello, il Napoli pure, il Milan molto meno. Quindi il Milan dipende molto di più da quei pochi singoli che fanno la differenza. Per esempio, quando Modric si spegne un po’, la luce si fa fioca e ne risente tutta la squadra. Più che sul gioco, Max può lavorare sull’aspetto psicologico, sulla mentalità. E magari cambiare qualcosina in alcuni momenti”.
Se è possibile un tridente con Leao e Pulisic insieme a Fullkrug:
“Una soluzione diversa che può essere riproposta, magari anche dall’inizio, quando Allegri avrà tre attaccanti che stanno bene. Finora non è praticamente mai successo. Leao è appena tornato da un infortunio, Pulisic ha sempre qualche problemino, Nkunku era fuori in queste ultime gare e Fullkrug non ha ancora una condizione tale da poter partire titolare”.