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Flamini il doppio ex: “La mia partita del cuore”

Redazione Il Milanista – 8 Marzo, 08:57

Mathieu Flamini

Il francese ricorda: "Amavo andare in guerra con lui"

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MILANO – Mathieu Flamini, 34enne centrocampista del Getafe, senza troppo pensarci afferma che: “Milan-Arsenal è la mia partita del cuore”. Non a caso tra Londra e Milano il giocatore ha passato ben 12 anni della sua carriera. Il mediano ha ricordi positivi e negativi, per entrambe le esperienze: “Al Milan lo scudetto vinto nel 2011 e quello perso l’anno successivo. Avevamo una grande squadra, lo perdemmo noi. All’Arsenal la prima Coppa d’Inghilterra e la Champions persa col Barça”. Impossibile non pensare ai compagni di squadra che ha avuto con entrambe le casacche: “Fa strano, senza dubbio. Siamo tutti abituati a vedere Milan e Arsenal in Champions, però non bisogna fare gli schizzinosi. Siriparte anche così, i grandi club rinascono sempre e io credo di sapere gli ingredienti giusti: lavoro e unione. Milan e Arsenal sono state due esperienze incredibili, due club di altissimo livello, decisivi per la mia carriera. In Italia tifo Milan, in Inghilterra Arsenal, ma stavolta… molto banalmente, che vinca il migliore. Chi andrà avanti sarà tra le favorite per vincere l’Europa League”. Impossibile non parlare di Wenger e del momento no dei Gunners, ma il francesce è ottimista: “Sta vivendo una situazione complicata, ma ne uscirà con l’esperienza. Io dico solo di non dimenticare cosa ha fatto per l’Arsenal, di quanto ha contribuito allo sviluppo del club. Mi fa male vederlo così in difficoltà, per me è stato molto importante: è stato lui a prelevarmi in Francia e lui che mi ha fatto tornare dopo l’esperienza al Milan. E poi a me piace il concetto di tecnico duraturo: il segreto di un grande club è la stabilità societaria e in panchina”.  Non poteva mancare la domanda su Gattuso e se potrebbe essere il nuovo Wenger di Milanello: “Perché no? Conosce il club come le sue tasche, è riuscito a cambiare l’inerzia della stagione in poco tempo. Non mistupisce vederlo allenare, già da giocatore studiava molto: tattica, avversari, conosceva bene il pallone e mi diceva che un giorno gli sarebbe piaciuto stare in panchina. Sarei felice se restasse a lungo, per il suo legame col Milan sarebbe una storia bellissima. E poi l’ho già detto: la parola magica è stabilità. Auguro al Milan di tornare subito in Champions e a Rino di restare a lungo su quella panchina”, così il calciatore ha rivelato alla Gazzetta dello Sport.

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