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L’ex portiere Giovanni Galli è stato intervistato a Tuttosport, parlando di Donnarumma e Buffon: “I loro debutti? Parliamo di epoche diverse e ambienti differenti. E’ vero, quel Parma lottava per lo scudetto e Buffon giocò subito contro campioni come Weah e Baggio. Ma la pressione su di lui era sicuramente inferiore a quella che poteva sentire Donnarumma l’anno scorso. La piazza di Parma assorbiva a quei tempi gioie e delusioni nella stessa maniera. Mi ricordo che quando vincemmo la Coppa Uefa contro la Juventus si fece una grande festa in città la notte della partita, ma il giorno successivo si pensava già ad altro. A San Siro ogni domenica c’è grande pressione, se il Milan non fa risultato è un problema, sia che si lotti per lo scudetto, sia per obiettivi inferiori come nelle ultime annate”.
PUNTI D’INCOTRO – “Indubbiamente entrambi hanno avuto la capacità di farsi trovare pronti nonostante la giovanissima età in un ruolo da sempre molto complicato. Per arrivare ai livelli di Buffon, Donnarumma non deve adagiarsi, non deve mai pensare di aver ottenuto qualcosa, andando ogni giorno ad allenarsi con l’obiettivo di migliorare. Non deve abituarsi alla routine. Mi sembra che lo stia facendo, noto che cresce di partita in partita”.
IN CRESCITA – “Fino alla gara col Chievo non ero ancora convinto sul tipo di parata sui tiri molto angolati, perché mi sembrava andasse spesso a cercare il pallone con entrambe le mani. Invece su una conclusione di Birsa si è disteso proprio per allungare un solo braccio: non so se è stato un caso, oppure un miglioramento specifico, ma è una cosa che ho notato. Impressiona l’agilità che ha nel muoversi essendo alto quasi 2 metri e pesando 90 chili. Confido che, vista la struttura, capisca che può diventare un portiere dominante nelle uscite alte, togliendo pericoli alla sua squadra in determinante situazioni”.
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