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Allegri in conferenza: “Ho piena fiducia nei giocatori che abbiamo”

Riccardo Focolari – 10 Aprile, 12:45

Massimiliano Allegri

Ecco le dichiarazioni di mister Massimiliano Allegri in conferenza stampa nel giorno della vigilia di Milan-Udinese.

In vista del match di domani in cui il Milan affronterà l’Udinese, ha parlato in conferenza stampa mister Massimiliano Allegri. Di seguito un estratto delle dichiarazioni del tecnico rossonero.

Le parole di Allegri

Su Milan-Udinese, se San Siro può essere un fattore:
“Sì può essere un fattore. Io credo che abbiamo passato una settimana tornati dalla trasferta di Napoli, dove la squadra ha fatto anche una buona partita, una partita bloccata. Abbiamo fatto anche una buona partita, abbiamo avuto delle occasioni favorevoli che non abbiamo sfruttato. Il risultato sicuramente condiziona il giudizio. Da qua alla fine come è stato per tutto l’anno deve regnare l’equilibrio, ci mancano ancora un po’ di punti per arrivare al nostro obiettivo, un passo alla volta bisogna arrivarci. Bisogna migliorare alcune situazioni, comunque ci sono dati oggettivi, che nelle ultime 3 partite abbiamo perso due volte in trasferta, da Parma fino ad oggi per tre volte non abbiamo fatto gol. Quindi sono cose che vanno migliorate, ma nell’arco della stagione c’è sempre un momento di difficoltà. Va affrontato con grande serenità e lucidità”.

Sull’aspetto psicologico della squadra dopo la sconfitta col Napoli e sul digiuno da gol degli attaccanti:
“L’aspetto psicologico… è normale che dopo che perdi a Napoli, perdi il secondo posto in classifica, vai a 9 punti dall’Inter. Psicologicamente i primi due giorni sono stati i più difficili. Ma poi la squadra ha lavorato perché poi bisogna virare sull’obiettivo. Forse non siamo stati troppo bravi per essere in una posizione migliore di classifica per essere più vicini all’Inter, bisogna prenderne atto. Ci serve per lavorare migliorare tutti i giorni, senza perdere di vista l’obiettivo della Champions. Ci sono 7 partite, ci sono squadre che stanno crescendo. Capita durante la stagione che ci sono momenti in cui gli attaccanti fanno gol e altri in cui non lo fanno. Ma sono sicuro che da qui alla fine del campionato, faranno dei gol che ci serviranno per entrare in Champions”.

Sul cambio modulo:
“I cambiamenti, ci saranno questi cambiamenti, lo ripeto, non voglio essere noioso. La differenza è che: Saelemaekers è un attaccante, un esterno o un terzino? La differenza è se invece che Tomori gioca Athekame che spinge di più. Se fosse una roba solo di moduli sarebbe troppo facile. Ci devono essere degli equilibri, le condizioni dei giocatori. A Napoli, nel campionato vai per fare risultato, ma puoi anche perdere. Non è che una partita deve destabilizzare il lavoro di un anno, poi a fine anno ci metteremo lì e valuteremo tutta l’annata. Aspetto fisico, tecnico, gestionale, cosa è stato fatto bene e le cose sbagliate. Ma tutto con equilibrio e lucidità, senza farsi travolgere da quelli che sono gli eventi. Perché se ci facciamo travolgere dagli eventi succede un disastro”.

Sul fatto di non aver avuto Leao e Pulisic al top nel corso della stagione:
“Pulisic e Leao purtroppo hanno avuto vari infortuni, che non hanno fatto sì che trovassero la condizione. Ma hanno fatto dei gol e sono stati importanti. Gimenez sta rientrando ora, ha fatto due settimane bene ma dopo sei mesi può avere un calo fisico. Fullkrug ha fatto delle prestazioni in crescendo, è arrivato a gennaio, campionato nuovo, è un po’ che era fermo, si è messo a disposizione. Fino alla fine deve rimanere un ambiente positivo. L’obiettivo principale è che bisogna arrivare all’obiettivo: che si giochi con 8 punte, con 6, con una o nessuna non conta. Conta giocare le partite con fare propositivo per vincere le partite.

A Napoli abbiamo avuto occasioni, il risultato cambia le opinioni di tutti. Non è che se avessimo vinto o pareggiato a Napoli la prestazione sarebbe stata migliore o peggiore, gli errori all’interno della partita sarebbero stati gli stessi, la differenza è cambiata nel risultato. Ci sono momenti in cui non si riesce a fare gol, ma credo che la qualità di Nkunku, Gimenez, Leao, Pulisic, Fullkrug, Saelemaekers è alta.  Domani la partita è complicata, difficile, Udinese squadra fisica. Ti riparte addosso, copre campo in maniera devastante. Domani sera giochiamo alle 6 con una temperatura totalmente cambiata rispetto a 20 giorni fa. Ci sarà meno ritmo, siamo nel finale di stagione, il risultato diventa più importante, non hai poi tempo per recuperare. Bisogna concentrarsi su quello che c’è da fare”.

Se c’è stato un calo rispetto al girone d’andata:
“Io credo in una sola cosa: lavorare per cercare di migliorare, non perdendo quello che è l’equilibrio e la forza di una squadra. All’inizio quando siamo partiti, cambiando tantissimi giocatori, la squadra si è messa a disposizione come è a disposizione ora. Un gruppo veramente straordinario dal punto di vista lavorativo e anche di qualità tecniche e morali. Però è difficile dire il perché per cosa, il calcio è bello per questo. Alla fine quello che conta è il risultato. Mi fate le domande, allora, cosa conta? Il calcio, che è un gioco meraviglioso e imprevedibile, ma se non fai il risultato puoi fare anche tutte le cose più belle del mondo, ma alla fine c’è da fare solo una cosa: vincere le partite. Poi come si vincono, una volta bene una volta male. È quello che sposta l’opinione”.

Se oltre al cambio modulo è necessario anche qualche cambio di uomini:
“In questo momento siamo tutti a disposizione, compreso Gabbia. Verrà con noi ma ha fatto la prima settimana di allenamento, non è ancora al 100%. Loftus-Cheek è pienamente recuperato. Ho tutti a disposizione, ci sarà la possibilità di fare qualche cambio ma soprattutto per mettere nuove energie mentali fresche dentro”.

Se Allegri può essere escluso dal discorso CT dell’Italia:
“Prima dell’allenatore dovranno decidere chi è il presidente. Poi dopo da lì decideranno”.

Su Saelemaekers, se la sua condizione può incidere sulla produzione offensiva del Milan:
“Alex è cresciuto molto come giocatore. È in un momento della sua maturità calcistica e umana. Ha ancora ogni tanto queste reazioni dove va un po’ fuori dal suo ritmo. Quando lui è fuori dal ritmo sbaglia anche tecnicamente all’interno della partita. Deve migliorare ancora di più nell’autogestione personale”.

Se Gimenez può reggere il peso dell’attacco del Milan:
“Per quanto riguarda Gimenez, sono arrivato, abbiamo lavorato insieme e poi si è dovuto fermare per la caviglia. È stato fermo sei mesi per l’infortunio e sta rientrando ora. Ha fatto le prime due settimane molto bene, ora è normale che ci sia un rimbalzo mentale e fisico, è fisiologico. Non si può parlare di Gimenez se può fare il centravanti del Milan, se Leao o quell’altro. Noi bisogna guardare quello che al momento è oggi. Dobbiamo mettere tutti, compreso me, qualcosa in più rispetto a quello che abbiamo messo finora. Sembra tanto ma è già passata una stagione. È un momento decisivo, domani un passetto alla volta, pensiamo all’Udinese.

Ho piena fiducia in quelle che sono le qualità dei giocatori che abbiamo in attacco. Non scordiamoci che anche centrocampisti e difensori possono fare gol. Dobbiamo essere un blocco unito e granitico da qui alla fine sapendo che per arrivare al risultato ci saranno delle sofferenze nel vincere le partite”.

Sul tipo di partita che si aspetta domani:
“È importante soprattutto non andare a subire quei contrattacchi in cui sono bravi: hanno giocatori tecnici e fisici davanti e a centrocampo e soprattutto dietro. È una partita difficile con l’Udinese. Noi siamo in buona condizione. Non bisogna andare a strafare domani: va giocata una partita che dura 100 minuti con buona tecnica e soprattutto grande ordine”.

Su quanto ci vorrà per vedere il Milan ad alti livelli in Champions League:
“L’importante è cercare di lavorare bene su quella che è la stagione prossima dopo che se riusciremo a tornare in Champions. Real-Bayern è stata una partita meravigliosa sotto l’aspetto tecnico, giocatori con una velocità e una precisione di passaggio pazzesca. I portieri li abbiamo notati solo per le parate, hanno toccato poco la palla con i piedi. Quando l’arbitro ha fischiato la fine ero molto dispiaciuto perché mi sarebbe piaciuto che la partita andasse avanti. Quando ci sono quelle giocate giuste, tecniche in velocità è una cosa meravigliosa, il bello del calcio. Se dovessimo entrare in Champions, quando sei al Milan bisogna avere l’ambizione di poter fare le cose al massimo. Ora bisogna concentrarsi su quello che è ora e poi vedremo il da farsi”.

Su che cosa abbia imparato in questa stagione sul piano personale:
“Sul piano personale è sempre una crescita costante, conoscere e confrontarmi con persone nuove. Tutti ti danno sempre qualcosa. Io sono molto curioso nel conoscere persone e ascoltare le persone. Sul piano tecnico-tattico, quest’anno abbiamo lavorato in questo modo, magari l’anno prossimo faremo il contrario di quanto fatto quest’anno, dopo alla fine è anche il bello del calcio. Abitudinario non lo sono tanto. Con lo staff a fine anno c’è da fare un ragionamento su tutto quello che abbiamo fatto. C’è un gruppo di lavoro dentro Milanello veramente bravo, di ottimi professionisti e quindi se dovessimo entrare in Champions dovremo cercare di migliorare il tutto”.