La sconfitta del Maradona ha lasciato qualche strascico in casa Milan. Non cambia solo la prospettiva, passata da una possibile bagarre con l’Inter per lo scudetto, alla necessità di difendere il posto Champions dalle inseguitrici. Il problema principale è un altro, ed è quello che sta facendo discutere in questi giorni: la fase offensiva del Milan fatica parecchio.
I gol degli attaccanti non arrivano da quello segnato da Rafael Leao, peraltro poco pesante, lo 0-2 in contropiede nel finale di Cremonese-Milan, che risale al primo marzo. Le cause possono essere molteplici: un momento negativo dei singoli, legato magari anche a qualche acciacco fisico, oppure un sistema di gioco che non è più efficace come prima.
Alla fine tutto passa dai risultati: spesso il Milan ha vinto anche senza esprimere un calcio spettacolare, ma finché arrivavano i tre punti non c’era motivo di cambiare. Ora però, con la seconda sconfitta fuori casa nel giro di venti giorni, qualche campanello d’allarme può anche suonare. Per questo, in vista della prossima gara contro l’Udinese, è lecito aspettarsi qualche variazione.
Opzione 1: continuità con il 3-5-2 ma nuovi interpreti
La prima opzione potrebbe essere la conferma del 3-5-2, con qualche modifica negli uomini rispetto alla sfida di Napoli. Nonostante il rientro di Gabbia, i tre centrali dovrebbero restare gli stessi: Tomori, De Winter e Pavlovic. Stesso discorso per gli esterni, con Saelemaekers e Bartesaghi.
A centrocampo Modric e Rabiot sono intoccabili, mentre potrebbe esserci spazio per uno tra Ricci e Loftus-Cheek al posto di Fofana. In avanti, invece, probabile panchina per Fullkrug e Nkunku. Con due posti disponibili, Allegri potrebbe affidarsi ancora alla coppia “titolare” ma adattata, ovvero Pulisic e Leao, con la speranza che l’americano finalmente si sblocchi e che il portoghese si sia lasciato alle spalle i problemi fisici.
Opzione 2: dentro Gimenez e passaggio al 4-3-3
L’opzione che stuzzica di più resta però quella del cambio modulo, con il passaggio al 4-3-3. Questo sistema permetterebbe di sfruttare meglio il reparto offensivo, con Leao e Pulisic finalmente nel loro ruolo naturale di esterni. La punta centrale sarebbe Santiago Gimenez, che scalpita e vuole incidere dopo il rientro dall’infortunio.
Con tre attaccanti veri, però, si pone il tema dell’equilibrio. Il Milan in questo momento difficilmente può permettersi tre giocatori poco coinvolti nella fase difensiva, nemmeno contro una squadra non iper-offensiva come l’Udinese. Per questo non è da escludere l’utilizzo di Saelemaekers nel tridente al posto di una delle due ali, così da garantire maggiore copertura: una sorta di 4-4-2 in fase difensiva e 4-3-3 in fase di possesso.
Il passaggio alla difesa a quattro comporterebbe anche qualche adattamento dietro: Bartesaghi può agire da terzino sinistro, mentre a destra la soluzione più probabile sarebbe il giovane Athekame. Al centro Pavlovic è sicuro del posto, con ballottaggio tra De Winter e Tomori per affiancarlo.
Starà ad Allegri scegliere la soluzione migliore per la prossima gara. Al momento, la prima opzione sembra più probabile dall’inizio, mentre la seconda potrebbe essere una variante da utilizzare a partita in corso. In prospettiva futura, però, il 4-3-3 resta il sistema su cui costruire, anche in vista del mercato estivo, la programmazione di società e tecnico potrebbe convergere su questa direzione.