In vista del match di domani, in cui il Milan affronterà il Torino, ha parlato in conferenza stampa mister Massimiliano Allegri. Di seguito un estratto delle dichiarazioni del tecnico rossonero.
Sul fatto che Luka Modric abbia portato il suo pallone d’oro a Casa Milan, significa un legame forte con il Milan?
“Luka è arrivato e ha portato oltre le qualità a livello tecnico ma soprattutto a livello umano e professionale,all’interno di tutto l’ambiente, siìoprattutto della squadra, soprattutto per i ragazzi più giovani. Comunque vedere un giocatore, un uomo, Luka ha 40 anni, con una passione e un amore per quello che fa veramente è incredibile. Questo crea sicuramente entusiasmo e soprattutto porta positività all’interno dell’ambiente”.
Sulle condizioni fisiche di Gimenez,e sulle condizioni di Leao a livello mentale:
“Sono cose che succedono all’interno di una stagione dove contano molto i punti perché siamo nel momento decisivo della stagione. L’unica cosa che bisogna fare in questo momento è rimanere sereni, perché domani abbiamo una partita importante prima della sosta. È difficile perché il Torino da quando è arrivato D’Aversa ha fatto buoni risultati, è una squadra che concede poco, che ha buoni giocatori. Quindi lasciamo perdere quello che è successo, soprattutto dobbiamo concentrarci sulla partita di domani. Gimenez sta bene, domani sarà convocato”.
Se la corsa scudetto si può dire chiusa:
“È normale che la sconfitta con la Lazio… Come ho detto subito dopo la partita, il calcio è meraviglioso per questo, tutti pensavano che l’Inter avesse perso 2 punti e invece. Loro hanno il destino nelle loro mani per lo scudetto, noi ce l’abbiamo per la Champions, perché siamo davanti. Dobbiamo concentrarci partita dopo partita. Poi quando la matematica dirà che lo scudetto l’ha vinto l’Inter e che il Milan è dentro la Champions allora lo scudetto non lo potremo più vincere e che sicuramente non potremo uscire dalla Champions League”.
Sul futuro di Modric:
“Io non ho parlato con Luka. Ci parlerà la società, ci parlerà il direttore. Dipende da lui. Ha un Mondiale da giocare… Intanto lasciamolo giocare, lasciamolo ancora divertire, con grande passione”.
Sulla coppia Leao-Pulisic in attacco:
“Per quanto riguarda la coppia Leao-Pulisic hanno avuto una stagione con infortuni, uno ha saltato la preparazione, l’altro ha fatto una bella preparazione e poi è stato due mesi fuori. Ora mancano due mesi alla fine che sono quelli determinanti. Stanno meglio, Pulisic comunque a Roma dal punto di vista della condizione ha fatto una bella prestazione. È mancata un po’ precisione nei tiri, ma la ritroverà. Rafa ha 9 gol, mancano ancora delle partite e può andare in doppia cifra. Senza dimenticare che abbiamo Nkunku, che abbiamo Fullkrug, che abbiamo ora Gimenez, abbiamo 5 attaccanti in questo momento molto importanti, quindi per giocare bisogna darsi una sveglia. Tutti”.
Ancora sul discorso Leao-Pulisic:
“Che chi ha la palla deve vedere chi è smarcato è molto semplice, se non lo vede la palla non gliela può dare. Quella palla lì Pulisic non gliel’ha data perché non l’ha visto, semplicemente questo. Ma è capitato anche altre volte, in altre situazioni. La differenza nel calcio la fa la scelta nell’ultimo passaggio, se la fai bene crei un’occasione da gol, se la fai male….
Su cosa abbia detto a Leao per calmarlo:
“Ho detto: ‘Non ti ha visto, sennò te la dava’. Non è che ci voleva tanto”.
Su come abbia fatto la squadra a fare 60 punti fatti nonostante i problemi delle punte:
“Perché la squadra ha lavorato di squadra. Abbiamo avuto sicuramente delle problematiche di infortuni nel reparto attaccanti, ma non pensiamo a quello che è passato. Ho rivisto la partita con la Lazio, ci sono stati molti sbagli tecnici negli ultimi 30 metri. Abbiamo subito un gol che potevamo evitare, ma ci sta. Nel secondo tempo non siamo stati precisi sotto porta, ma non abbiamo concesso grandi occasioni. Domani abbiamo una partita complicata, c’è bisogno di tutti i ragazzi che stanno bene. Speriamo di recuperare anche velocemente Loftus-Cheek, Gabbia stesso, Gimenez migliorerà la condizione. Mettere gli obiettivi singoli a disposizione del gruppo, perché altrimenti dopo 8 mesi di buon lavoro, ci anidamo a giocare il posto in Champions”.
Sulla pressione nella gara con la Lazio e sul possibile impatto mentale:
“Non ci deve essere il contraccolpo psicologico, anche perché abbiamo commesso alcuni errori che bisogna cercare di evitare e bisogna anche essere più precisi davanti negli ultimi 30 metri. Abbiamo avuto anche situazioni favorevoli, ma abbiamo preso anche 2-3 situazioni sempre allo stesso modo. Ci abbiamo lavorato, domani speriamo di fare una partita difensivamente più bella. Nel primo tempo abbiamo preso 9 ripartenze credo, il numero massimo in tutto quest’anno. Ma la partita della Lazio è figlia dalla partita di Cremona, che era stata già una partita spezzata. Tolto il derby che è una partita a parte, dove hai un’attenzione diversa. Bisogna tornare con serenità a stare ordinati, che è la nostra forza”.
Se insistere con Leao-Pulisic o dare chance magari a Fullkrug dal 1’:
“Di soluzioni nel post-partita ce n’è quante se ne vuole. Finora Gimenez non era a disposizione e non ha fatto neanche una partita a tutto campo, infatti durante la sosta cercheremo di organizzarla, se dopo a 20 minuti dalla fine hai bisogno di uno con quelle caratteristiche noi ne avevamo solo uno, quindi o te lo giochi prima o te lo giochi dopo. La squadra ha fatto dei buoini risultati anche con Leao centravanti, con Pulisic, con Nkunku. Però stanno tutti bene, c’è bisogno di tutti. Da qui alla fine avere 5 attaccanti a disposizione è molto importante”.
Ancora su Leao, se ha un futuro nel 3-5-2 anche per la prossima stagione:
“Pensiamo a finire bene questa… Leao è un giocatore che può fare tranquillamente il centravanti, basta vedere i movimenti che ha fatto domenica, ma anche con l’Inter e a Cremona con questi attacchi alla profondità. Quando si apre si sente un filino più a suo agio, ma quando si apre poi se non gli arriva palla esce un po’ dalla partita. Ha fatto 9 gol, speriamo che ne faccia tanti altri da qui alla fine del campionato, ha le caratteristiche per fare suia la prima che la seconda punta”.
Sul dialogo con Tare per il futuro:
“Con Tare ci vediamo tutti i giorni, pranziamo insieme a Milanello, siamo in ritiro insieme, parliamo delle dinamiche della squadra, dove potremo mettere mano alla squadra. Furlani è venuto a trovarci dopo il derby e abbiamo pranzato insieme. Quando parliamo di futuro, e non l’abbiamo ancora fatto, di programmazione futura della squadra, lo faremo tutti insieme”.
Sul luogo comune delle squadre italiane in crisi, soprattutto in Europa:
“Star qui a dire, non spiegare, perché non spiego niente io e non ho la verità in tasca. La prima cosa è non denigrare il calcio italiano. Abbiamo delle caratteristiche che sono quelle, ma fa parte della storia del popolo italiano, dai tempi medioevo e dalla difesa dei fortini. Ora i media, tutti parlano. La velocità del passaggio è sicuramente diversa e dipende dai giocatori. Perché le partite sono più veloci in Europa? Innanzitutto perché in Champions o vinci o perdi. Il campionato inglese è diverso dal nostro, non migliore o peggiore, semplicemente diverso.
Quando dicono che in Italia il gioco ristagna e ci sono meno spazi, vediamo il positivo: In Italia è più difficile far gol, perché c’è un aspetto tattico che prevale. Noi siamo nati e cresciuti così e ci siamo evoluti. Ma non dobbiamo andare a scimmiottare altri paesi che hanno una cultura diversa e delle caratteristiche e una storia. È diversa la storia da club a club. Bisogna sistemare i settori giovanili, trovare delle formule diverse. Ma non dire, bisogna fare! E prendere delle decisioni, che sono la cosa più impirtante. Ora chiudo altrimenti divento polemico. Credo che invece andrebbero sciorinati numeri su tutti quelli che sono i settori giovanili. Questi andrebbero tirati fuori. Ci dobbiamo preoccupare perché tanti bambini che giocano a calcio smettono presto e vanno a giocare a tennis. Ci sono quasi più tesserati del calcio. Chi capisce di Settore Giovanile, basta fare delle riforme”.