In vista del match di domani sera in cui il Milan affronterà il Parma, ha parlato in conferenza stampa mister Massimiliano Allegri. Di seguito un estratto delle dichiarazioni del tecnico rossonero.
Sull’importanza di metter un punto sull’ultima partita ed andare avanti:
“Molto importante perché più avanti andiamo e più le partite diventano importanti. Mancano 13 partite, quindi ci sono 39 punti a disposizione. Speriamo di farne il più possibile. Parlare di quello che è successo non ha senso, parliamo della partita di domani. Il Parma sta facendo buone cose, è una squadra difensivamente molto brava, così come sulle palle inattive. Bisognerà fare una partita molto ordinata e compatta”.
Sul bollettino medico e su Modric, il giocatore di movimento più impiegato in stagione:
“Stiamo tutti bene. Anche Pavlovic, che sembrava a rischio perché ieri abbiamo temuto una rottura del perone. Gli altri stanno tutti bene. Pulisic e Leao meglio, soprattutto Pulisic. Siamo contenti, perché avere tutti a disposizione è importante perché i cambi sono fondamentali. Modric speriamo che continui così fino alla fine. È un giocatore straordinario. Non ci sono parole per descriverlo, io mi emoziono anche un po’ quando parlo di lui. Campioni del genere sono d’insegnamento per tutti”.
Se il nervosismo post Como è per aver perso punti dall’Inter:
“No, assolutamente. Il campionato è ancora lungo, mancano 13 partite. Noi dobbiamo fare il nostro dovere, a partire dal battere il Parma. Mi dispiace domani di non poter essere della partita. Non commento e non dico altro, quindi passiamo oltre. Per noi queste due partite sono molto importanti, così come il derby e le altre, fino a che non avremo centrato l’obiettivo. L’Inter sta viaggiando molto forte, e con 13 partite a disposizione, a una media di 2 punti a partita, superano i 90. Quindi per noi arrivare a 90, da 54 che ne abbiamo, dobbiamo fare 36 punti, quindi 12 vittoria e una sconfitta. Se poi l’Inter casca di sotto e noi non siamo bravi a sfruttare quelli che possono essere i loro errori la responsabilità è la nostra, ma l’Inter è la netta favorita per lo scudetto”.
Su Jashari :
“Jashari, sono molto contento. Nell’ultimo periodo è cresciuto molto, così come Odogu, De Winter, Athekame. La società ha lavorato bene sul mercato estivo, facendo un mix di giocatori tra Modric, Rabiot, Maignan che era già qui, Tomori stesso, con giocatori meno esperti. Soprattutto lo dimostra il fato che quando arrivi al Milan sembra tutto facile, ma c’è bisogno di un periodo di adattamento e lo stanno facendo tutti nel migliore dei modi”.
Su un possibile suggerimento per migliorare il VAR o la gestione arbitrale:
“Così su due piedi è difficile dire cosa bisogna fare. Ho sempre detto, e ripeto, che sull’oggettività bisogna cercare di arrivare a non sbagliare. Sulla soggettività ci saranno sempre decisioni che possono accontentare uno e scontentare l’altro. Sull’utilizzo del VAR, eccetera, si possono migliorare tante cose e lo faranno nel migliore dei modi”.
Su come effettuare una rimonta scudetto:
“C’è solo una cosa che si può fare: noi un filotto di vittorie, mentre gli altri un filotto di pareggi”.
Se sta pensando a qualche accorgimento tattico particolare per affrontare il Parma:
“Speriamo di vincere più partite in casa da qui alla fine del campionato. Poi le soluzioni, ci sono anche i cambi. Caratteristiche da centravanti d’area abbiamo Fullkrug, quindi o me lo gioco prima o dopo. Leao secondo me sta facendo bene il centravanti. I dati dicono che fa meno giocate, ma è più concreto ed utile per la squadra, dando meno nell’occhio all’aspetto estetico. A livello pratico ha fatto 8 gol, giocando poco ed in condizioni non ottimali. Così come Pulisic. Se loro due staranno bene da qui alla fine del campionato ci daranno un grande apporto”.
Sui centrocampisti e gli inserimenti:
“Le nostre mezzeali stanno migliorando molto in questo. Rabiot già lo aveva di suo, Fofana era abituato a giocare in un centrocampo a due. Per quanto riguarda Ricci l’altro giorno ha giocato non al meglio perché siamo stati colpiti da alcuni sintomi influenzali. Il ragazzo, e i ragazzi, sono da ringraziare per la partita che hanno fatto”.
Sugli episodi arbitrali di mercoledì col Como:
“Le cose che sono successe non le possiamo cambiare. Mi sono raccomandato alla squadra che bisogna pensare alle cose da fare, ovvero vincere le partite, tutti insieme, per arrivare al nostro obiettivo. Le cose societarie, politiche, non ci riguardano. Quando arriviamo in questo momento della stagione c’è molta più pressione per i 4 posti Champions. Quindi bisogna solo pensare a lavorare. Non dobbiamo avere un dispendio di energie nervose. Poi società e dirigenti hanno altro a cui pensare, ma noi dobbiamo pensare solo al campo. Poi comunque domani è importante, ci sono in palio i 3 punti. Dobbiamo arrivare a 60 punti. Raggiunti questi puntiamo alla Champions. Dobbiamo avere dei micro obiettivi che ci permetteranno di arrivare a macro obiettivi”.
Su Modric e Rabiot se vanno lasciati stare o stimolati:
“Non è che devono essere lasciati stare perché sono grandi giocatori. Più è alto il livello e più l’apprendimento è veloce. Modric ha 40 anni, Rabiot è cresciuto tantissimo, è molto più forte rispetto a quando era alla Juventus. Ci sono dei giocatori con caratteristiche diverse, con capacità di apprendimento diverse. Ma comunque io penso che i giocatori non vadano ingabbiati”.
Sul perché il Milan non possa essere ancora definito in Champions:
“Perché mancano ancora tante partite, abbiamo ancora tre scontri diretti, Napoli, Atalanta, Juventus ed Inter, quindi quattro. Quindi dobbiamo mantenere il profilo basso. Facciamo un passettino avanti domani”.
Che cosa dire ai tifosi a questo punto della stagione:
“Ai tifosi, di stare vicino ai giocatori e alla squadra, perché tutti insieme possiamo arrivare al nostro obiettivo”.
Sul Milan imbattuto da agosto ma con un gioco lontano dalla sua tradizione, come risponde:
“Credo che per noi, come per tutte le squadre, alla fine bisogna ottenere il risultato attraverso le prestazioni. Abbiamo fatto buone partite, ne potevamo fare delle altre meglio. Abbiamo avuto i giocatori tecnici sempre fuori. Io guarderei il lato positivo, ovvero una squadra che conosce i propri limiti e ci lavora. Il nostro campionato italiano è bellissimo, ma l’anno prossimo il Milan deve giocare la Champions”.