Rabbia, voglia, determinazione: l’importanza di chiamarsi Cutrone

Rabbia, voglia, determinazione: l’importanza di chiamarsi Cutrone

La carica del bomber rossonero

di Redazione Il Milanista

MILANO – Cutrone ha deciso: non vuole mai smettere di stupire. Il giovane attaccante classe 1998, agli inizi della scorsa stagione ha preso il “Diavolo” per le corna ed ha indossatp la maglia di bomber della squadra di Montella prima e Gattuso poi mettendo a sedere più di 60 milioni di euro in panchina (André Silva e Kalinic). Si dice, di solito, che per fare una grande squadra servano grandi acquisti ma Cutrone ha smentito tutto questo: per fare una grande squadra serve grande fame e così si è preso il Milan, lui che è più piccolo di tutti, lui che doveva andare in prestito, lui che è rimasto per fare la storia. A sentirlo parlare verrebbe da urlare: “Noi vogliamo 11 Cutrone”, perché il giovane ha ribadito tutta la sua fame e cattiveria in un’intervista a Premium “Per il Milan giocherei anche in porta…” Parole grandi, parole di chi questa squadra vuole tenersela stretta. Non bastano i 10 gol alla prima stagione in prima squadra, ora Cutrone vuole confermarsi e prendersi il Milan. Morata? Falcao? No, Patrick vuole quel posto tutto per se’.

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