ESCLUSIVA – Virdis: “Milan all’altezza del Napoli, merito di Gattuso. Kalinic come Dzeko?”

ESCLUSIVA – Virdis: “Milan all’altezza del Napoli, merito di Gattuso. Kalinic come Dzeko?”

In esclusiva per ilMilanista.it, l’ex attaccante rossonero Pietro Paolo Virdis si è soffermato sul momento del Milan e su alcune questioni tecniche.

di Redazione Il Milanista

di ANTONELLO GIOIA

MILANO – In esclusiva ai microfoni de ilMilanista.it, l’ex attaccante rossonero Pietro Paolo Virdis si è soffermato sul momento del Milan e su alcune questioni tecniche riguardanti la squadra di Gattuso. Acquistato dal Milan nel 1983, ci resta fino al 1989, vincendo uno scudetto (1987-1988) e una Coppa dei Campioni (1988-1989) in finale contro la Steaua Bucarest.

 

1 – Buonasera sig. Virdis. Ieri era presente a San Siro ed ha potuto, quindi, vedere il Milan di Gattuso dal vivo. Come commenta la prestazione della squadra di ieri?
La prestazione contro il Napoli mi è piaciuta, è stata di un buon livello, anche per ciò che riguarda i singoli; certamente la fase offensiva è da migliorare, alcune occasioni, infatti, non sono state sfruttate a dovere. In generale, però, il Milan è stato all’altezza del Napoli: occasioni sia per l’una che per l’altra parte, parate importanti sia di Donnarumma che di Reina… Bella partita!

2 – E’ stata una grande ala sinistra rossonera; contro il Napoli, Calhanoglu, soprattutto nel primo tempo, ha fatto una buona prova. Il turco può diventare un numero 10 importante per il Milan del futuro?
Calhanoglu è migliorato molto rispetto ad inizio stagione; le sue prestazioni non erano all’altezza, ha avuto bisogno di un po’ di tempo per conoscere l’ambiente ed acquistare sicurezza. La cosa più importante, per ora, è che il ragazzo si sia inserito bene nei meccanismi di squadra. In futuro si vedrà.

3 – Contro il Napoli Kalinic ha buttato via un’altra chance e, puntuali, gli sono arrivati altri fischi dai tifosi di San Siro. Come mai il croato non riesce neanche ad avvicinarsi ai livelli raggiunti con la Fiorentina?
Non riesco a capire cosa stia accadendo a Kalinic… Il ragazzo ha perso sicurezza in sé stesso, ha perso fiducia, non riuscendo così a rendere secondo quelle capacità che tutti abbiamo ammirato in passato. Come caso sportivo mi ricorda un po’ quello di Dzeko di due anni fa alla Roma; il bosniaco, appena arrivato in giallorosso, fece un’annata disastrosa, ma Spalletti insistette, fino a farlo tornare il Dzeko che tutti conosciamo. Comunque, non credo che il Milan abbia il tempo di aspettare Kalinic… I rossoneri hanno bisogno di sistemare la squadra in 2-3 ruoli, prendendo dei giocatori importati. Alla fine, credo proprio che accadrà questo.

4 – Ha appena detto che al Milan servono giocatori importanti: uno di questi potrebbe essere Belotti?
Belotti è un bellissimo attaccante. Anche lui quest’anno ha fatto un po’ di fatica, ma, indubbiamente, è un giocatore di assoluto livello.

5 – Crede ancora nella qualificazione alla prossima Champions League?
Credo che il Milan debba provarci, anche perché non avrebbe nulla da perderci. E’ logico che, da qui alla fine, il Milan debba assolutamente vincerle tutte, sperando in qualche crollo delle avversarie. E’ difficile.

6 – Usciamo fuori dall’ambito Milan odierno. Martedì scorso c’è stata la grande impresa della Roma contro il Barcellona; è possibile pensare che i blaugrana siano arrivati un po’ spavaldi all’Olimpico, come successe nella finale della Coppa dei Campioni del 1984 tra Milan e Barcellona?
Quella finale me la son goduta da tifoso… Più che altro, comunque, ci terrei a sottolineare la grandissima prestazione della Roma; io, lavorando al mio ristorante “Il gusto di Virdis” a Milano, non ho potuto vederla in diretta, ma tra commenti, racconti e highlights ho capito quanto fosse stata magnifica l’impresa – e la partita – della Roma.

7 – Ieri è tornato a calcare il prato di San Siro. Ci racconti le sue emozioni.
E’ sempre fantastico, l’emozione c’è sempre, così come quando giocavo. E’ bello, comunque, che i tifosi, pur non avendo squadra adatta per lottare per le primissime posizioni, siano così presenti. Merito al lavoro di Gattuso, il quale è magistralmente riuscito a ricreare il rapporto con i tifosi, merito ai calciatori che stanno facendo una buonissima seconda parte di stagione.

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