Stojkovic: “In Serbia si parla ancora di quel Stella Rossa-Milan. Domani…”

Le parole di Dragan Stojkovic, ex calciatore della Stella Rossa e avversario del Milan nella “partita della nebbia” del 1988.

di Redazione Il Milanista
Dragan Stojkovic, ex numero 10 della Jugoslavia

MILANO – Dopo il pareggio per 1 a 1 di San Siro, il Milan si presentava a Belgrado per gli ottavi di finale della Coppa dei Campioni con l’obbligo di vincere per andare avanti nella competizione. La strada, però si era messa parecchio in salita; nel giorno precedente, infatti, la nebbia a metà del secondo tempo aveva provocato la sospensione sul risultato di 1 a 0 per la Stella Rossa, in superiorità numerica per l’espulsione di Virdis.

La gara si rigiocò il giorno successivo, il 10 novembre 1988, ripartendo, come da regolamento dell’epoca, dallo 0 a 0. Il Milan andò in vantaggio con Van Basten, dopo che l’autogoal di Vasiljevic, difensore degli slavi, non era stato convalidato, ingiustamente. Stojkovic dopo pochi minuto firmò il pari e per decidere il passaggio del turno si arrivò ai calci di rigore: Giovanni Galli si esalta parandone due, compreso quello del futuro rossonero Savicevic, mentre tra i rossoneri segnarono Baresi, Van Basten Evani e Rijkaard. La nebbia di Belgrado aprì, dunque, la strada verso la luce per i rossoneri di Sacchi, capaci poi di vincere il torneo con il 4 a 0 sulla Steaua Bucarest.

Le parole di Stojkovic

La Stella Rossa in azione contro l'Hoffeneim
La Stella Rossa in azione contro l’Hoffeneim

Quella notte, e non solo, è stata rievocata nei ricordi e nelle parole da uno dei protagonisti, Dragan Stojkovic, il quale si è così espresso in un’intervista esclusiva a TMW alla vigilia della sfida tra Stella Rossa e Milan di domani, valida per l’andata dei sedicesimi di Europa League: “Quando parli di Stella Rossa-Milan parli della storia del calcio. In Serbia ancora oggi tutti ne parlano: la si può vedere in TV, si leggono ancora storie sui giornali. Sono partite leggendarie, credo sia una di quelle pochissime che hanno fatto davvero la storia. Quel Milan era straordinario, con i tre olandesi, posso dire che sia stata la squadra più forte contro la quale io abbia giocato in Europa. L’intensità, il pressing degli uomini di Sacchi fu pazzesco per l’epoca”.

SULLA PARTITA DEL 1988: “Non si vedeva nulla. Nel primo tempo si poteva giocare tranquillamente, ma quel che ricordo all’uscita degli spogliatoi per la ripresa fu assurdo: una nebbia fortissima, non si vedeva nulla. Segna dopo cinque minuti Savicevic. Pensate che era senza allenamento alle spalle, perché era appena arrivato in permesso dal militare. Quel gol noi lo riusciamo ancora a vedere, i tifosi dubito. Passano i minuti e la nebbia si fa sempre più fitta, fino a che al 65′ l’arbitro dice: ‘Non si può andare avanti’. Una beffa. Il il nostro era un dominio completo sulla partita, il Milan in ginocchio e c’era qualcuno che aveva perso la testa, tanto che si era ritrovato in dieci per l’espulsione di Virdis. Ci fu un’ingenuità clamorosa dello Stella Rossa, che ha accettato di giocare il giorno seguente. Il delegato della partita ci dice: ‘Il recupero dipende da voi, potete giocare domani o tra una settimana’. Il nostro allenatore, che era Branislav Stankovic, un vecchio zio, mi dice: ‘Ma sì, andiamo a giocare domani’. Noi contestiamo la scelta, cerchiamo di farlo tornare sui propri passi: ‘Ma mister, siamo morti come facciamo? Loro hanno i sostituti!”. Non ne volle sapere: “Giochiamo, giochiamo”. Si gioca il giorno dopo ma questa volta il Milan ha nuove risorse e infatti gioca molto meglio, si mostra più pronto fisicamente. Segna un gol con la palla che finisce un metro dentro, vedono tutti tranne l’arbitro. Ancora non mi capacito di come abbia potuto. Loro trovano lo stesso il gol con Van Basten, rispondo io con un golazo su assist di Savicevic. Il genio e io eravamo un tandem incredibile, potevamo giocare a occhi chiusi. Si va ai rigori, vincono loro. E la storia cambia. Ma noi oggi come allora siamo orgogliosi di quella partita, perché abbiamo scritto una pagina di stori del calcio”.

SULLA PARTITA DI DOMANI: “Intanto lasciatemi dire che sono molto felice per Dejan Stankovic che sta facendo molto bene. Sa bene come funziona il calcio italiano e mi fa piacere che abbia la possibilità di misurarsi contro una squadra italiana. Il Milan è favorito ma nel calcio non si sa mai. Certo è che la mia ex squadra non è fortunata: il Milan ha vissuto anni di crisi, ma questa squadra con Pioli è così davanti non per caso. Il Milan è certamente favorito ma nel calcio non si sa mai. Per quel che riguarda Dejan sta facendo un ottimo lavoro e vincerà sicuramente il campionato”.

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