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Carmignani: “Donnarumma non riconoscente, ma sposo la scelta del Milan”

MILAN, ITALY - APRIL 03: Gianluigi Donnarumma of AC Milan reacts during the Serie A match between AC Milan and UC Sampdoria at Stadio Giuseppe Meazza on April 03, 2021 in Milan, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Ecco le parole di Carmignani a MilanNews.it

Redazione Il Milanista

Ai microfoni di Pietro Carmignani, ex preparatore dei portieri rossoneri e vice allenatore di Arrigo Sacchi è intervenuto ai microfoni di MilanNews.it. Ecco le sue parole

Alla fine Donnarumma ha scelto il Psg. Che idea si è fatto di questa vicenda? - "Sposo totalmente la scelta del Milan. Che vada via! Stimerò sempre Donnarumma come portiere, ma come persona e uomo mi è caduto. Lui e tutto il suo gruppo, familiari compresi. Non si può andar via dal Milan che ti offre un contratto così, dopo averti "coltivato" e fatto esplodere. Ha dato tanto al club? No, è il Milan che gli ha dato tanto, e lui ha scelto il discorso economico. Mi spiegate cos’è che non si può fare con 8 milioni all'anno e che invece si può fare con 10 o 12? Questa è una cosa non capibile dalle persone normali. Rifiutare un contratto da 8 milioni e andar via dal posto che ti ha cresciuto e a cui devi tutto... Bisogna essere riconoscenti verso chi ti ha fatto arrivare fino a lì". 

C’è chi dà la colpa a Raiola, ma alla fine è sempre il giocatore a decidere - "Raiola è un personaggio scomodo per le società perché cerca di trarre i maggiori interessi per i suoi giocatori, che poi sono i maggiori interessi per lui. Più prende il calciatore e più lui guadagna in percentuale. È tutta colpa di quel movimento cominciato qualche anno fa, quando si diceva che si era arrivati al successo dei lavoratori. Ma quali lavoratori? Questi sono grandi uomini di spettacolo che guadagnano cifre che la gente normale si sogna. Sono padroni di fare quello che vogliono. Faccio un esempio: un attaccante firma un contratto da tot milioni all’anno, se dopo la prima stagione fa 12-13 gol va subito a chiedere l’aumento, ma se ne fa zero o due o tre cosa fa? Va a chiedere di farsi diminuire l’ingaggio? È diventata una cosa a cui è difficile star dietro".

L’esempio sembra calzare con Calhanoglu. Giusto accontentarlo? - "Secondo me, dovrebbe prendere i soldi che prende adesso. Calhanoglu è così decantato ma non è che abbia fatto poi queste grandi cose. Sì, è un buon giocatore e nella rosa ci può stare, ma può anche star fuori. Non è il calciatore che fa la differenza, di quelli ce ne sono pochi in giro. Calhanoglu è stato discontinuo, chiedere un raddoppio di stipendio è paradossale. Se tutti i club facessero quello che fa il Milan, le cose si aggiusterebbero. Bisogna mettere un calmiere: il Milan fa bene a offrire quello che offre e a non salire".

In queste settimane ha avuto modo di visionare e "scoprire" Maignan? - "Per visionarlo devo vederlo giocare. Lo vedrò quando cominceranno le amichevoli, allora potrò dare un giudizio. Onestamente, a me piacerebbe vederlo in allenamento, perché là ti rendi conto subito delle potenzialità".

Per un portiere è più facile ambientarsi dopo il passaggio da un campionato a un altro? -  "Credo che l’ambientamento sia trovare nuove amicizie e cambiare abitudini, ma soprattutto cambiano i percorsi: il cibo, la casa ecc. Non credo, comunque, che questo incida con le prestazioni del giocatore. Un centrocampista magari si deve integrare con la squadra, e può avere delle difficoltà, ma un portiere è lì ad aspettare che tirino in porta o a fare delle uscite, quindi è un discorso specifico che non include un ambientamento tattico. È vero che oggi i portieri giocano molto coi piedi, però è molto più relativo rispetto a un giocatore di movimento. Credo che se il Milan, che aveva in porta uno come Donnarumma, abbia preso Maignan, vuol dire che è bravo. Sarà stato giudicato dal punto di vista carismatico, tecnico e tattico. Sicuramente avranno fatto un’ottima scelta, perché non si tratta di sostituire pinco palino, quindi saranno stati attenti a tutto".

Il francese avrà tanta pressione addosso - "Non deve averla. Ognuno è se stesso. Io ho avuto Frey dopo Buffon, e lo ha sostituito benissimo. Non bisogna mettergli pressione, bisogna stargli accanto. Il preparatore deve stargli vicino, così come Pioli, che è fantastico: conosco tutto il suo staff, sia lui che Murelli e Bonera sono stati miei giocatori. Sono convinto che Maignan non avrà nessun problema, si integrerà benissimo".

Passiamo a Tonali. Maldini non ha dubbi sul valore del ragazzo, ma vorrebbe uno sconto dal Brescia - "Secondo me fa bene. È giusto prendere Tonali, ma torniamo al discorso di prima: se un giocatore fa bene viene valutato tantissimo, ma se fa meno bene? Tonali ha fatto un campionato di ambientamento... Ecco, qui sì che ha inciso l’ambientamento: anche se da Brescia a Milano la distanza non è tanta, contano i rapporti che hai con i compagni, i moduli tattici, l’interpretazione che devi dare al ruolo. Ci sono tante cose che possono mettere in difficoltà un giocatore solido come Tonali. Mi sembra un ragazzo di quelli tosti e sono convinto che il prossimo anno farà benissimo. Quando un giocatore fa bene ti chiedono di più, quando non fa così bene puoi cercare uno sconto, come sta facendo giustamente il Milan. Ma lo farebbe chiunque, non solo i rossoneri".

 Il Milan festeggia l'ingresso in Champions League.

Dal centrocampo all’attacco: Giroud è il profilo giusto? -  "Credo che Giroud vada preso nel contesto di chi ci sarà. Ci sarà un Ibrahimovic sano e recuperato fisicamente? Sì, allora è un attaccante giusto, che si può alternare con Zlatan. Il Milan ci aveva già provato con Mandzukic, ma evidentemente ha avuto dei problemi. Credo che Giroud possa essere un’alternativa. Poi, a parer mio, c’è da considerare - e questo lo direi a Pioli, di cui sono amico - che Ibra non può fare 38 partire. Quante ne farà? I grandissimi campioni riescono a mettere la loro classe in campo e sono spesso decisivi, ma tante volte conta il recupero. Bisogna fare un programma particolare. Poi il Milan giocherà ogni tre giorni, ci sarà la Champions, quindi nel prendere gli attaccanti bisogna pensare a quanto possa dare Ibrahimovic".

Ibra è stato costretto a operarsi, a questo punto il Milan potrebbe prendere un’altra punta. Budget permettendo... -  "Esatto. Si parlava di Belotti, ma quanto costa? Bisogna sempre fare i conti in base a quello che puoi. Gli allenatori più forti fanno spendere le società: i vari Ancelotti, Guardiola, Mourinho, Conte hanno fatto spendere tantissimo. Vincono molto perché prendono i migliori giocatori che ci sono in giro".

Chiudiamo con la Nazionale. Qual è il suo parere sugli azzurri? -  "La mia idea è entusiasmante. Prima di tutto per la grande stima che ho per Mancini: il lavoro che ha fatto in profondità adesso si vede in tutta la sua grandezza. È una squadra tecnicamente e tatticamente, per le due partite che abbiamo visto, nettamente superiore. Dovendo fare un confronto con le altre, mi sembrano pieni di vigore, entusiasmo e convinzione. Stanno vivendo un momento bellissimo, anche per il fatto di giocare in Italia e avere il pubblico dalla loro parte. Vedremo con gli impegni più probanti, quando le partite saranno da dentro o fuori. Però c’è grande sostanza. Credo che gli avversari più importanti siano Francia e Belgio. Mi è piaciuta anche l’Inghilterra, ma non credo che abbia al forza di queste tre squadre. La Spagna e lo stesso Portogallo non mi hanno entusiasmato".

 Gli Azzurri di Mancini