Adrien Rabiot ha recentemente rilasciato un’intervista approfondita a Rivista Undici, nella quale ha discusso della sua esperienza professionale e dei primi mesi giocando con il Milan.
Sull’uscita dal Marsiglia e il percorso di carriera
“In una carriera non tutto procede come si desidera; a volte ci sono momenti negativi, ma è proprio in queste circostanze che si impara e si diventa più forti. Ho affrontato tutto, sia nel calcio che nella vita privata, con la mia determinazione. Penso che questo sia ciò che mi rappresenta di più: avere quella forza, la capacità di rimanere concentrato e la voglia di proseguire, sempre cercando di migliorare. La mia autoconfidenza è sempre stata una caratteristica di me stesso. Con il tempo e l’esperienza, questa fiducia è aumentata costantemente. Desidero portare questo atteggiamento anche qui al Milan. Se siamo qui, significa che siamo forti e in possesso di qualità, e queste sono cose che dobbiamo dimostrare. È per questo che è utile tentare, a volte con un certo rischio, e per farlo è fondamentale avere fiducia in noi stessi. ”
Su Luka Modric
“Conoscevamo il suo talento, ma sono rimasto colpito dalla sua capacità di correre per novanta minuti in entrambe le direzioni. A quarant’anni, non è affatto scontato; possiede un fisico eccezionale. Anche in situazioni come queste si trovano serenità e fiducia. È un leader e nel nostro spogliatoio abbiamo diversi di questi: Maignan, e anche uno appena arrivato come Füllkrug. Sono essenziali per motivare la squadra, ognuno nel proprio modo. ”
Sull’andamento della squadra con e senza Rabiot
“Non penso che un singolo giocatore possa cambiare il volto di una squadra, però è vero che può offrire un certo tipo di aiuto. Va detto che l’atteggiamento dei giovani è impeccabile, e questo è molto importante in un gruppo. È bello vedere che tutti seguono la stessa direzione, e questo è anche merito del mister, che porta tranquillità, guidandoci a fare le cose nella maniera giusta, senza fretta e nervosismo. ”
Su Ibrahimovic
“Per me, Ibra è sempre stato un modello, così come per tutti gli altri. Anche solo osservandolo, si imparava: nella gestione delle responsabilità, nelle scelte da prendere, nella forza mentale. Sono felice di averlo ritrovato qui, ho sempre avuto una buona intesa con lui: entrambi abbiamo un carattere simile, la stessa determinazione e voglia di vincere, oltre alla tenacia di non arrendersi mai. Per il mio io giovane, è stata una grande fonte d’ispirazione. “
Sugli obiettivi futuri al Milan
“Giocare a calcio mi rende molto felice, lo faccio da quando ero bambino e rappresenta la mia più grande passione. Questa passione mi motiva ogni mattina. Voglio continuare a trionfare, ed è per questo che pratico questo sport: per affrontare sfide, per superare i miei limiti. Desidero lasciare il mio segno nella storia di ogni club in cui ho militato: ci sono riuscito con il Psg e la Juventus, mentre al Marsiglia non ho avuto l’opportunità perché sono stato lì solo per un anno. Ora mi prefiggo di farlo con il Milan: è un traguardo significativo per me. E poi penserò al Mondiale, vincere sarebbe il sogno più grande nella carriera di un calciatore. “