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Milan a quota 50 punti: tra precedenti storici e ambizioni scudetto

Redazione Il Milanista – 4 Febbraio, 13:40

Massimiliano Allegri

Il Milan raggiunge quota 50 punti dopo 23 giornate: statistiche, precedenti illustri e le possibilità di vittoria sotto la guida di Allegri.

La vittoria ottenuta ieri sera sul campo del Bologna, oltre ad essere convincente sul piano del gioco e del risultato, porta il Milan a quota 50 punti. Quota più che mai tonda, ma soprattutto indicativa se proviamo a guardare ciò che ad Allegri piace molto, ovvero statistiche e numeri.

Andando ad analizzare i dati del passato, possiamo notare come il Milan, nella sua storia dall’era dei tre punti, abbia ottenuto la quota 50 dopo 23 giornate di campionato solo due volte prima di questa, e in entrambe le occasioni ha poi vinto il campionato. È successo nel 1995/96 con 50 punti precisi, al tempo l’allenatore era Fabio Capello, e nell’annata 2003/04 con ben 58 punti dopo 23 giornate, allenatore Carlo Ancelotti.
Precedenti interessanti, che chiaramente non significano che il Milan vincerà il titolo, ma sono punti guadagnati sul campo che iscrivono i rossoneri come minimo tra i seri candidati.

Questo Milan non avrà i grandi nomi del passato (nei Milan citati c’erano i vari Baresi, Boban, Savicevic nel 95-96, o Kakà, Seedorf, Shevchenko nel 2003-04… oltre ovviamente a Paolo Maldini, presente in entrambe le annate), ma come dice spesso Allegri nelle sue conferenze: “Ognuno ha i punti che si merita”, ed evidentemente questo Milan si merita i 50 punti ottenuti dopo 23 giornate.

Quota 50: i numeri che rafforzano le ambizioni del Milan

Il Milan di Allegri si è quindi unito a questo speciale duo dei 50 punti alla 23esima, che diventa quindi un trio. Non si può sapere come andrà a finire a livello di campionato, l’Inter è in testa ed è forte, ma questo Milan ha le potenzialità per impensierirla fino alla fine. Inoltre, i 22 risultati utili consecutivi e l’essere ancora imbattuti in trasferta sono altri numeri in favore dei rossoneri, che non possono essere un caso, ma indice di solidità, continuità, attenzione e, soprattutto, del lavoro dell’allenatore.